Riciclare l'irriciclabile: la Z Gen salverà il mondo?

GIOVANI INVENTORI AL SERVIZIO DELL’AMBIENTE Imprenditorialità, perseveranza, sensibilità ambientale, nessuna paura di fallire: la storia del giovanissimo Ashton Cofer sembra fatta apposta per spiegare come si caratterizza la personalità generazionale della Z Gen (nati 1995/2010). E’ la storia vera di un adolescente appassionato di scienza e tecnologia, animato da una curiosità mai sazia, sostenuto dall’entusiasmo e dalla perseveranza di chi è abituato a mettere in conto i fallimenti senza considerarli la fine di tutto. Partendo da un compito scolastico (un progetto di scienze per Google Science Fair), Ashton e i suoi amici hanno individuato una via per rendere riciclabile il polistirolo, che al momento è ritenuto antieconomico da recuperare dopo il primo uso ed è quindi uno dei materiali che … Continua a leggere

Fallire e ricominciare: una competenza delle generazioni più giovani

Nuovo mondo: quando fallire è solo un pezzo di un progetto più grande. Si può dichiarare il fallimento della propria azienda e nello stesso tempo dirsi contenti e ottimisti? Sì, si può, visto come si esprime Ugo Parodi Giusino, 36 anni, millennial. In questo articolo: lui è il fondatore di Mosaicoon, un’azienda siciliana operante nel marketing in Rete in via di chiusura dopo una parabola che nel giro di un decennio l’ha vista nascere, svilupparsi a livello internazionale e poi incontrare una serie di difficoltà che hanno portato appunto alla fine dell’avventura. Troviamo, nelle sue parole, il condensato di una cultura imprenditoriale tipica delle ultime generazioni – dai Millennials in giù – e molto diversa da quella diffusa nei decenni scorsi: … Continua a leggere

Un sedicenne italiano batte i coreani, e ci guadagna. Ma prima 'viene la scuola'

Si chiamano ancora “videogiochi”, e per molti continuano a essere nulla più che un passatempo. Ma per la generazione nata direttamente dentro l’era digitale possono anche loro diventare una professione remunerata. Anche se stai ancora andando a scuola. Riccardo Romiti frequenta il 3° anno dell’istituto informatico, ma negli ultimi mesi ha scalato i vertici mondiali delle competizioni di Star Craft II, un videogioco della categoria RTS (Real Time Strategy), ed è stato ingaggiato da un team professionistico italiano. Lo scorso 4 luglio a Seul. Compensi: dai 600 ai 1.500 euro al mese, più i premi che eventualmente vince nelle gare. Articolo qui. Forse ai più questo fenomeno è ancora poco o per nulla visibile, ma il fatto è che i “videogiochi” … Continua a leggere

Age Lab: quando il Mentoring o il suo Reverse funziona

3 Casi di successo e strumenti concreti per una condivisione di sapere e di esperienze nelle organizzazioni. Al femminile. Mai come oggi sento il bisogno di parlare di CON-divisione. Non ne parlo in termini filosofici, ne voglio parlare in termini di organizzazioni produttive : del mondo che lavora, che studia, che ricerca e sperimenta, che produce, che si interroga per trovare soluzioni migliori, che fa tesoro del passato per scoprire il futuro che lo attende. Parlo dei numerosi professionisti – principalmente donne – che ho potuto incontrare in questi 5 anni di lavoro, occupandomi di empowerment & talents’ development e avendo potuto sperimentare in presa diretta le potenzialità e l’efficacia del Mentoring. Negli ultimi sei mesi, ho contribuito ad ideare, progettare … Continua a leggere

Solo un futuro non basta. Cosa ho imparato al primo Master in Social Foresight, patr. UNESCO

“Molti futuri nascono nel presente, imparare a riconoscerli è una questione di conoscenza e di metodo.” Wilson, 1975. In questi giorni ho concluso il Master di II livello in Social Foresight, primo e unico patrocinato UNESCO, presso l’Università di Trento che ho iniziato lo scorso anno. Ho avuto la fortuna di farlo con un fantastico gruppo di colleghi, tutti diversi per provenienza e settore. Da 18 anni sono un Executive Coach e lavoro nelle aziende per incoraggiare e sostenere le persone ad allargare lo sguardo, a trovare coraggio per andare oltre i limiti e i confini del quotidiano professionale e privato, esplorando nuove possibilità da costruire, insomma lavoro per il futuro come molti altri coach, facilitatori, consulenti. Ma un solo futuro … Continua a leggere

Che cosa è il co-housing intergenerazionale: il benessere viene dalle relazioni sociali

E’ una delle tante novità che l’allungamento della vita media porta con sé: stanno aumentando le persone particolarmente avanti con gli anni che stanno “in salute ma non troppo”. Cioè che non sono in una condizione di non autosufficienza – fisica o mentale – tale da richiedere il ricovero nelle strutture di accoglienza, ma che non sono più così tanto in forma da potersi fidare a continuare a vivere da soli in casa propria. E l’assistenza domiciliare non sempre è la soluzione più adatta, non foss’altro che per i costi spesso impraticabili per le famiglie. L’articolo che vi proponiamo ci racconta come hanno risolto la cosa a Trento: hanno messo insieme la disponibilità di un fabbricato, i bisogni delle nonne, … Continua a leggere

Guardando al futuro

Come sarà il mondo futuro? Ne abbiamo parlato con Roberto Paura, presidente dell’ Italian Institute for the Future (IIF), fondato nel 2013 a Napoli. Lavorare con le generazioni, e studiarle, significa conoscere le ragioni, le motivazioni, i bisogni, le aspirazioni  che muovono le persone nei luoghi di lavoro e nella vita privata. Per le generazioni più giovani questo significa prolungare lo sguardo anche a quel domani verso il quale esse si tanno dirigendo. Come si presenteranno le strutture sociali, gli ambienti di lavoro, le relazioni tra le persone, i capisaldi dell’economia? La risposta a queste domande dipende in misura significativa dalle consapevolezze che coltiviamo e dalle decisioni che prendiamo oggi, a partire dalle prospettive e dalle chiavi di lettura con … Continua a leggere

Indizi di futuro: la chiave generazionale per il lavoro che verrà

Generation Mover ne ha parlato al 2° Incontro dei Futuristi Italiani, tenutosi al CNR di Bologna il 16 e 17 aprile scorsi, sul tema “Il futuro del lavoro”. Articolazioni del presente, segnali di futuro: sono le generazioni che convivono nella nostra società, mai così numerose e diverse come in questa prima metà di XXI secolo. Scarica qui le slides sintetiche dell’evento. Isabella Pierantoni ha fatto parte del panel di esperti nella sessione “Forme del lavoro”, una panoramica dell’impatto che le nuove tecnologie e i nuovi approcci mentali e culturali stanno avendo, e sempre più avranno, sull’organizzazione del lavoro in diversi settori. Isabella ha illustrato in che modo la chiave generazionale – come forma di osservazione e raccolta di indizi di futuri possibili –  … Continua a leggere

Italia 2028: 1 Milione di studenti in meno, 55 mila insegnanti di troppo

Scomparirà una classe su dieci. Questo uno dei primi dati emersi dalla ricerca della Fondazione Agnelli. E ci saranno 55 mila insegnanti di troppo, magari non proprio giovanissimi vista l’età media nella P.A.. Dati e numeri, a saperli leggere, possono anticipare scenari dei quali occuparsi molto prima che si verifichino, perchè quando poi diventano realtà sono difficili da recuperare. Parlare di calo delle nascite, invecchiamento della popolazione, fertilità … vuol dire parlare di megatrend e, in particolare, di quello demografico. Da anni in GM ne seguiamo l’evoluzione in Italia, e soprattutto, osserviamo come non emerga un approccio sistemico e politico su questo. Un milione di studenti in meno significa che ci saranno anche insegnanti in esubero, difficile da pensare, terribile da … Continua a leggere

Istruire le bambine e le donne: perchè fa paura (non solo a Boko Haram)

“Sapete qual è il più potente anticoncezionale della storia? Far studiare le bambine”. Questa è stata una delle prime affermazioni che ho sentito all’inizio del Master in Social Foresight all’Università di Trento da parte del Prof. Poli. Eh si, proprio così. Sembra banale una volta detto, eppure questa affermazione è rivoluzionaria e ci permette di leggere la storia, e il futuro, in un modo completamente diverso. Prendo lo spunto dall’ennesimo articolo  “Boko Haram rilascia le bambine rapite e ammonisce: «Non osate mai più mandarle a scuola». Perché l’istruzione femminile fa ancora paura?” su la 27esimaora . Boko Haram, i talebani, Isis/Daesh, hanno menti istruite al loro interno e studiano, o hanno studiato, e spesso in occidente: ad esempio rapiscono o tolgono i bambini … Continua a leggere