Chi sono?


Oggi hanno tra i 51 e i 69 anni, in Italia sono 15.430 milioni, di cui 7.229 milioni nel mondo del lavoro.

(Fonte: Istat e Eurostat 2016, elaborazione dati Generation Mover)


La parola che li descrive meglio è “ottimismo“, con questa generazione nasce il mito del “self-made man“.

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Sono i figli di chi è tornato dalla Guerra, erano bambini quando hanno visto che tutto era possibile e raggiungibile: ricostruire, studiare, mangiare, lavoro per tutti, anche per le donne, e di tutti i tipi. Negli anni della formazione arrivano i frigoriferi in ogni casa, le donne di questa generazione sono tra le prime ad avere la possibilità di lavorare nelle fabbriche o di andare all’università. Nella  P.A. (Pubblica Amministrazione) sono le Boomers  che hanno fatto carriera e che oggi, anche a 60 anni non vogliono lasciare il posto di lavoro, e sono più degli uomini. Gli uomini diventano famosi nella finanza, sono gli anni di Gekko del film ‘Wall Street’ una delle rappresentazioni dei Boomers.

I figli del dopoguerra erano sempre in troppi: a scuola, al lavoro, in politica. Sono altamente competitivi e con loro nasce il ROI – Return on Investment – la scienza della misurazione, i famosi “tempi e metodi” nei reparti di collaudo, per poter avere una chance tutto diventa misurabile.

Oggi, tra loro: Barack Obama, Richard Gere, Fabiola Gianotti.

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Il mentoring del XXI secolo: quando anche il giovane ha qualcosa da dare

C’era una volta, in un tempo lontano, un anziano e saggio uomo di nome Mentore: a costui era stato affidato il compito di prendersi cura di Telemaco, affinché da ragazzo si facesse uomo. Doveva trasmettergli la saggezza e la conoscenza che si era guadagnate durante la sua lunga vita, e che Telemaco non poteva avere. Così va il mondo. O meglio: così andava ai tempi di Omero, e ancora e ancora fino a una ventina di anni fa. Oggi non più: nel nostro secolo, le innovazioni tecnologiche e sociali sono così veloci e profonde che anche Telemaco ha qualcosa da insegnare a Mentore. Sarebbe un’opportunità, ma … … la nostra esperienza nelle aziende dice che di solito è più un … Read More

Da Linkedin ai Videoblogging: reverse mentoring, donne, millennials e over 35

Non saper essere social on line é sempre meno un questione di scelta e sempre di più una capacità non acquisita per motivi di età. L’analfabetismo digitale é molto alto nella popolazione italiana. La nostra Silvia Rigamonti ne parla in questo articolo della  . Essere social, digital ecc. oggi é strategico – il termine non è scelto a caso – esattamente come sapere utilizzare il pc oppure no. “L’impatto é sulla vita reale” dice Valentina Paternoster – millennial – sapere come utilizzare o non utilizzare il web significa lavorare e gestire la propria reputazione esattamente come accade ‘dal vivo’ sul posto di lavoro. Ad esempio: il fatto di non avere una pagina FB oppure di non essere su Linkedin é, già di per sè, un’informazione su di … Read More

No job is safe

In the next 3 or 5 years the most advanced today technologies will be obsolete. That’s why this article about students is a must for adults working. Each generation, and even within generations, we see some jobs largely disappear, while other ones pop up. Similarly, it seems revolutionary today teach coding at school – introducing kids in computer skill – and yes it is, but when these students come at work in the next few years everything will be different and changed in programming ability, not to say about jobs and work skills. No one today can imagine what will be professional skills or entrepreneurial required by the next 10 years from now. These are extraordinary and amazing times, we … Read More