Con la zappa in mano

Intervista a Giuseppe Savino, Presidente Associazione “Terra Promessa” e Founder Hub Rurale Vazapp, di Lucia Lamonarca

Corsi e ricorsi storici? Soluzione di ripiego? Decadenza? Qualcuno potrebbe pensarlo, ma non è così. I Millenials scoprono l’agricoltura, e lo fanno a modo loro: cioè portando in un lavoro antico i principi mentali e le modalità operative che parrebbero prerogativa di quelle professioni nate da così poco tempo da essere ancora minorenni: hub, coworking, networking, contaminazione…

Se leggete, qui sotto, la storia di Vazapp, ci trovate tutte queste cose, anche se alcune sono state ribattezzate con altri nomi, magari anche più simpatici. Questi Millenials pugliesi portano l’innovazione in agricoltura, ma non è quella tecnologica: è quella culturale. E infatti hanno inaugurato la “filiera colta”. Com’era quella cosa della “economia della conoscenza”…?

Mattia Rossi


 

Con la zappa in mano. 

Agricoltura 4.0: la parola ai Millennial

Come Ri-progettare l’identità professionale del contadino con una nuova prospettiva generazionale?

“La terra è bassa” dicevano i nostri nonni e lavorare i campi è sempre stato sinonimo di fatica, sacrificio e miseria. Ma oggi il ritrovato interesse dei giovani per il mondo rurale è un fenomeno sotto i riflettori.

Forse è ancora presto per dire se il rapporto tra nuove generazioni  e mondo dell’agricoltura sia sdoganato. Di certo si assiste alla nascita di veri e propri laboratori di ricerca con una forte propensione all’ innovazione e dove proprio il fattore generazionale gioca un ruolo decisivo di Innovation Driver . In gruppo, utilizzando le risorse personali e collettive, con l’ausilio delle nuove tecnologie e modelli di lavoro smart, il mondo dell’agricoltura sta infatti trasformando i propri processi organizzativi e produttivi. Come conciliare tutto questo nell’ottica della prospettiva generazionale?

Lo chiediamo a Giuseppe Savino, un imprenditore agricolo foggiano che ha creato Vazapp: un hub rurale che vuole incoraggiare i giovani a raccogliere idee e innovazione per poi – come suggerisce il nome – tornare a zappare con nuovo spirito di condivisione e confronto.

La sua è una storia di successo.

“Siamo nel bel mezzo di un cambiamento culturale” spiega Savino “per i nostri padri il mestiere di agricoltore ha rappresentato solo sacrificio e rinuncia e per i figli sognavano il posto fisso in  ufficio. Ora però questi figli, che magari hanno studiato e fatto esperienze in giro, scoprono di realizzarsi al meglio proprio nell’agricoltura. Me ne sono reso conto sulla mia pelle: prima quasi mi vergognavo a dire che mio padre era agricoltore, ora ne vado più che fiero”.

E dunque? La soluzione  di Vazapp è semplice. Presentarsi come un centro di propulsione di relazioni e creatività per l’imprenditoria agricola organizzando giornate di formazione, incontri, eventi. In altre parole fare cultura.

“Vazapp promuove la prima “filiera colta in Italia che ha l’obiettivo di innalzare il sapere dei giovani agricoltori”, racconta Savino. “Al crescere del sapere contadino cresce la consapevolezza che l’aggregazione,  la condivisione e l’innovazione siano il terreno sui cui piantare i semi del futuro.

“Gli agricoltori  – continua – vengono abituati a stare sempre da soli e questo li indebolisce. Noi creiamo delle occasioni per farli confrontare,  ascoltiamo problemi e bisogni: soprattutto gli scontri tra padri che cedono ai figli l’azienda solo formalmente e continuano a comandare”.

Una delle iniziative più consolidate al momento è quella delle #contadinner,  cene diffuse in varie zone della provincia di Foggia, pensate per far conoscere gli agricoltori tra loro. “Un format motivazionale e aggregativo che ha già fatto nascere sinergie e dato vita a collaborazioni concrete tra persone che altrimenti non si sarebbero incontrate” sottolinea orgoglioso Savino.

Progetti per il futuro?  “A breve vorremmo ampliare il coworking rurale, un luogo dove gli agricoltori possano progettare e sperimentare, prima di lanciarsi nelle loro imprese. Crediamo, infatti, che una buona parte delle criticità del settore siano dovute ad un sistema che ha portato gli agricoltori a produrre sempre più privandoli del tempo per viaggiare, stare insieme e crescere nella conoscenza”.

E non solo, continua Savino: “Stiamo lavorando anche ad un nuovo format: un progetto di incontri che si svolgeranno ogni due/tre mesi con giovani agricoltori e tutti coloro che vorranno conoscere più da vicino questo meraviglioso mondo e farsene contaminare”. Trovare una causa che appassiona e mettersi al suo servizio: forse oggi è questa la vera spinta motivazionale per cavalcare il cambiamento e trasformarlo in azione.

 “Abbiamo un sogno: non più vedere giovani preparare  le valigie per andarsene dalla nostra terra, ma preparare posti letto per accogliere altri giovani provenienti da tutto il mondo. Parola di Millennial!” conclude Giuseppe.

 

Lucia Lamonarca

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