Founders: nati ≤ 1924
Nel 2026, i più giovani hanno dai 101 anni in su. Sono oltre 23 mila. Quasi l' 83% donne.
(Fonte Istat, I centenari in Italia, 2025, ultimi dati consolidati)
Nel modello Generation Mover™, i Founders sono le persone nate fino al 1924. Al 1° gennaio 2025 in Italia vivevano 23.548 centenari, quasi l’83% donne. Le persone semi-supercentenarie con almeno 105 anni erano 724, quelle che avevano superato i 110 anni (supercentenarie) erano 19. Dal 2009 il numero dei centenari è cresciuto del 130%.
Sono la memoria vivente di un mondo che non esiste più e, contemporaneamente, una delle prove più concrete del futuro demografico nel quale stiamo entrando.
Per comprendere i Founders bisogna tornare a un’epoca nella quale sicurezza, salute, istruzione e benessere non erano acquisiti.
Le loro prime esperienze si collocano in un mondo prevalentemente rurale, segnato da famiglie numerose, elevata mortalità, scarsità di risorse e accesso ancora molto selettivo all’istruzione. Casa, terra, lavoro e famiglia rappresentavano condizioni di sopravvivenza e continuità.
Resistenza, parsimonia, senso del dovere e capacità di adattamento non erano valori astratti ma risposte concrete al tempo nel quale si cresceva.
I più anziani tra loro erano bambini negli anni del terremoto di Messina, del Titanic e delle grandi migrazioni transoceaniche; in famiglie attraversate da guerre, lutti e partenze, a dieci anni si poteva già diventare capo-famiglia.
Per molti emigrare significava separarsi dai propri cari senza sapere se ci si sarebbe rivisti. Ai primi del Novecento milioni di italiani partirono verso le Americhe lasciando famiglie e figli affidati agli anziani: miseria, distanza e sacrificio hanno lasciato tracce profonde nella mentalità di questa generazione.
C’è un paradosso straordinario nella loro storia.
Sono nati in un mondo nel quale arrivare alla vecchiaia non era affatto scontato, alcuni di loro sono diventati le persone più longeve mai vissute nella storia delle proprie famiglie. E la famiglia continua ad avere un ruolo centrale: in Italia l’89% dei centenari tra 100 e 104 anni vive in famiglia; la quota è dell’88% tra gli over 105 e raggiunge il 91% tra i supercentenari.
Nel corso della loro vita hanno visto cambiare tutto: famiglie, lavoro, welfare, politica, cura, mobilità, comunicazione e tecnologia. Sono stati protagonisti e testimoni di trasformazioni che hanno ridisegnato la vita delle generazioni venute dopo di loro.
Tra loro figure molto diverse come Adriano Olivetti, Rita Levi-Montalcini, Carlo Azeglio Ciampi, Nelson Mandela e Jimmy Carter, Alberto Sordi, Gianni Agnelli, Margherita Hack, Mike Bongiorno, ma anche persone ancora oggi testimoni viventi di oltre un secolo di storia, come Lucia Laura Sangenito (1910), Vitantonio Lovallo (1914) e Gaetano Bonicelli (1924), persone nate in un mondo profondamente diverso da quello digitale di oggi.
Che cosa perdiamo quando scompare l’ultima generazione capace di raccontare quel mondo per esperienza diretta?
E quali futuri possiamo costruire utilizzando la memoria che ci lascia?
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