Generazioni
Essere parte di una generazione non determina chi siamo. Tuttavia, il tempo storico nel quale cresciamo contribuisce a formare il modo in cui interpretiamo il mondo.
Guerre e prosperità, conquiste sociali, tecnologie, crisi economiche, modelli familiari, scuola, lavoro e grandi eventi collettivi vissuti in fasi diverse della vita lasciano tracce nelle aspettative, nei linguaggi, nei comportamenti e nelle differenti immagini di futuro che sviluppiamo. È questa la prospettiva generazionale.
L’intervallo temporale tra una generazione e la successiva è mediamente di circa 15/20 anni.
Nel modello Generation Mover™, dal 2025 con l'arrivo della Beta Generation, osserviamo 8 generazioni contemporaneamente presenti, portatrici di esperienze e visioni del mondo e del futuro spesso diverse tra loro, ma anche di punti di contatto non sempre immediatamente visibili.
La prospettiva generazionale e demografica per leggere meglio il presente e intercettare i possibili futuri in arrivo.
L’evento può essere lo stesso, ma cambia la posizione generazionale dalla quale lo attraversiamo. E' questa distanza temporale e biografica che rende la prospettiva generazionale utile per interpretare il presente e interrogare il futuro.
La mentalità generazionale è quindi una chiave interpretativa e comparativa, non una descrizione individuale.
Le generazioni non spiegano tutto. Ma ignorarle significa rinunciare a una parte della spiegazione.
Quando generazioni formate in epoche diverse convivono, siamo di fronte a una pluralità di visione del mondo non sempre vicine. Questa pluralità può produrre distanza e incomprensione, ma può anche diventare una risorsa straordinaria di conoscenza, apprendimento e capacità di anticipazione. È ciò che definiamo capitale multigenerazionale.
Comprenderlo significa chiedersi non soltanto che cosa distingue le generazioni, ma soprattutto:
che cosa possiamo vedere insieme che, da una sola posizione generazionale, non riusciremmo a vedere?
È da questa domanda che nasce la Generational Intelligence: la capacità di riconoscere, mettere in relazione e utilizzare prospettive generazionali differenti per comprendere meglio il presente e ampliare le possibilità di scelta.
I profili che trovi qui sono un primo modo per riconoscere il tempo che ha formato ciascuna generazione. Se vuoi andare oltre, in Il secolo delle generazioni ricostruiamo le otto mentalità generazionali attraverso contesti storici, dati, mappe comparative, differenze di genere e immagini di futuro, con strumenti per utilizzare questa prospettiva nella vita, nelle famiglie e nelle organizzazioni.
Chiavi di lettura comparative per riconoscere ciò che distingue le generazioni e ciò che può metterle in relazione.
Tutti e tutte apparteniamo a una generazione e, in qualche modo, ne riconosciamo lo spirito, anche quando non ci rappresenta del tutto.
Viviamo sotto lo stesso tetto, ci sediamo allo stesso tavolo, ci scontriamo, ma ci prendiamo anche cura gli uni degli altri.
Genitori, figli, nonni e nipoti possono avere idee molto diverse di autonomia, lavoro, denaro, educazione, tecnologia, relazioni e futuro. Scoprire la prospettiva generazionale aiuta a capire quanto di ciò che ci divide nasce anche dalle epoche diverse nelle quali siamo cresciuti, evitando di ridurre tutto all’età o al carattere. E, soprattutto, può creare un ponte da attraversare insieme per riconoscere ciò che ci unisce e costruire una direzione comune.
In azienda non lavorano insieme soltanto persone di età diverse. Convivono differenti idee di lavoro.
Carriera, leadership, apprendimento, autorevolezza, tecnologia, tempo, sicurezza, cambiamento: generazioni formate in epoche diverse tendono ad attribuire significati differenti alle stesse parole.
Differenze che si riflettono nei valori, nei comportamenti, nelle pratiche manageriali, negli stili di leadership e di comunicazione e infine, nelle decisioni. Comprendere queste differenze non significa catalogare le persone per età, ma riconoscere prospettive che possono diventare conflitto oppure capitale multigenerazionale e utilizzare questa conoscenza per prendere decisioni più consapevoli su persone, organizzazione e futuro.
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