Come cambieranno società, lavoro e mercati nel 2035 e nel 2045

Chi vivrà in Italia e in Europa nei prossimi vent’anni? Chi lavorerà, chi acquisterà prodotti e servizi, quali generazioni guideranno le imprese e i Paesi? E quali nuovi bisogni emergeranno?

Quando parliamo di futuro pensiamo soprattutto all’intelligenza artificiale, alle nuove tecnologie, ai cambiamenti economici e ambientali. Non sappiamo quali tecnologie useremo nel 2035. Sappiamo però chi le userà: le persone che vivranno nel 2035 sono già nate.

Conoscere le proiezioni della popolazione significa andare oltre il numero degli abitanti, per capire come cambieranno la composizione per età, gli equilibri tra generazioni e le fasi della vita. La demografia ci dice quanti saremo. La prospettiva generazionale ci aiuta a capire chi saremo: come sono cambiate e cambieranno le persone, il lavoro, i consumi e le organizzazioni.

Secondo le proiezioni ISTAT, la popolazione italiana passerà da circa 58,9 milioni di residenti nel 2025 a 58,1 milioni nel 2035, fino a 56,2 milioni nel 2045. Tuttavia, la diminuzione della popolazione è soltanto una parte della trasformazione. Nel 2045 gli over 65 potrebbero superare i 19 milioni, mentre la popolazione tra i 15 e i 64 anni potrebbe ridursi di quasi 6 milioni rispetto al 2025.

Significa che vivremo in un Paese non soltanto meno popoloso, ma soprattutto più longevo, con meno giovani e con rapporti profondamente diversi tra le generazioni. Per questi motivi cambierà il modo in cui organizziamo e viviamo la società, lavoriamo, produciamo, consumiamo e prendiamo decisioni.

Le generazioni cambiano età. E cambiano i loro bisogni.

Prendiamo due generazioni come esempio.

  • Nel 2026 la Gen X ha tra i 47 e i 61 anni, mentre la Gen Z ha tra i 17 e i 31 anni.
  • Nel 2035 gli X avranno tra i 56 e i 70 anni e gli Z tra i 26 e i 40.
  • Nel 2045, invece, gli X avranno tra i 66 e gli 80 anni, mentre gli Z avranno tra i 36 e i 50.
X e Z

Questi semplici confronti ci raccontano qualcosa di importante: una generazione rimane la stessa, ma attraversa fasi della vita differenti e cambia il proprio ruolo nella società.

Pensiamo alla Generazione Z. Oggi comprende studenti, giovani che si affacciano al mercato del lavoro e persone che stanno costruendo la propria autonomia economica. Tra dieci o vent'anni molti di loro saranno professionisti esperti, manager, imprenditori, genitori o persone impegnate nella cura di familiari anziani. Cambieranno le loro disponibilità economiche, le priorità, le responsabilità, le scelte abitative e i comportamenti di consumo.

Allo stesso tempo, una parte della Generazione X passerà dalla piena attività professionale alla pensione, ma continuerà a rappresentare una componente importante della società e dei mercati, con esigenze e possibilità molto diverse da quelle che associamo tradizionalmente all'età anziana.

I clienti di domani non saranno semplicemente quelli di oggi con qualche anno in più. Saranno persone che avranno attraversato nuove esperienze, assunto responsabilità differenti e modificato il proprio modo di vivere e consumare.

È questo uno degli aspetti più interessanti della prospettiva generazionale applicata agli scenari demografici.

Perché la demografia riguarda anche il futuro delle imprese

Per le istituzioni, conoscere questi cambiamenti significa anticipare la domanda di servizi sanitari, istruzione, mobilità, abitazioni, assistenza e infrastrutture.

Per le imprese significa interrogarsi non soltanto su quanti saranno i potenziali clienti, ma su chi saranno, quali bisogni esprimeranno e chi lavorerà per soddisfarli.

Ad esempio: 

  • Chi acquisterà i nostri prodotti o servizi tra dieci o vent'anni? Un'impresa che oggi si rivolge prevalentemente a persone tra i 40 e i 60 anni dovrà comprendere come cambierà quel mercato, ma anche quali generazioni entreranno progressivamente nella stessa fascia d'età.
  • Quali nuovi mercati si svilupperanno? Una società più longeva non esprimerà soltanto una maggiore domanda di servizi sanitari e assistenziali. Potranno crescere o trasformarsi le esigenze legate all'abitare, alla mobilità, al turismo, alla tecnologia, alla formazione continua e all'autonomia personale.
  • Chi venderà i prodotti e i servizi? La riduzione della popolazione in età lavorativa cambierà la disponibilità di persone e competenze. Le imprese dovranno ripensare le modalità di attrazione, formazione e valorizzazione dei lavoratori, anche attraverso una maggiore collaborazione tra generazioni.
  • Come cambierà la comunicazione? Le generazioni che oggi consideriamo giovani diventeranno progressivamente adulte e mature, portando con sé esperienze, riferimenti culturali e aspettative differenti da quelle delle generazioni precedenti.

Non basta quindi immaginare prodotti destinati ai giovani o agli anziani. Occorre comprendere come sostenere e trattenere i cittadini, i lavoratori e i consumatori mentre evolvono i loro bisogni lungo il corso della vita e come le diverse generazioni contribuiscono a trasformare i mercati.

Una popolazione giovane numericamente più ridotta, per esempio, non significa necessariamente un mercato meno interessante: può significare un mercato con caratteristiche, esigenze e opportunità differenti. La demografia, da sola, non ci dice come evolveranno i consumi. Ma ci offre una base indispensabile per formulare domande migliori e costruire scenari più robusti.

L'Atlante demografico di Generation Mover™

Per esplorare questi cambiamenti, in Generation Mover™ abbiamo sviluppato l'Atlante demografico – Le generazioni che verranno.

Uno strumento interattivo che permette di confrontare la composizione della popolazione italiana nel 2025 con gli scenari al 2035 e al 2045, utilizzando le proiezioni ISTAT, Eurostat e UN con la prospettiva generazionale.

L'Atlante consente di osservare come cambieranno le fasce d'età e la presenza delle diverse generazioni, trasformando i dati in elementi utili per esplorare le conseguenze sociali, organizzative e commerciali dei cambiamenti demografici.

Non si tratta di prevedere un futuro inevitabile. Le proiezioni descrivono evoluzioni possibili sulla base di ipotesi demografiche, non destini già scritti. Il loro valore è aiutarci a riconoscere oggi cambiamenti che avranno conseguenze sulle decisioni di domani.

Su richiesta, le analisi possono essere estese anche all'Europa, ai singoli Paesi europei e agli scenari demografici mondiali, attraverso le proiezioni di Eurostat e delle Nazioni Unite.

Conoscere la popolazione che verrà non significa soltanto sapere quanti saremo, ma comprendere quali generazioni vivranno insieme, quali bisogni emergeranno e come potremo valorizzare il capitale multigenerazionale di oggi per costruire la società di domani.

Contattaci per saperne di più!


Fonte: ISTAT, Previsioni della popolazione residente 2025–2080, scenario mediano. Elaborazioni Generation Mover™. Le età generazionali riportate per il 2026, 2035 e 2045 sono quelle raggiunte nel corso di ciascun anno.

Fonti
  • Fonte: ISTAT, Previsioni della popolazione residente 2025–2080, scenario mediano. Elaborazioni Generation Mover™. Le età generazionali sono calcolate al 1° gennaio di ciascun anno.

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