Entry Level: maturare esperienza e leadership ai tempi dell'AI

Come si costruiscono competenze, esperienza e leadership quando l’intelligenza artificiale occupa i primi gradini della carriera? Ogni generazione ha avuto una propria palestra di apprendimento. I Silent hanno imparato lavorando accanto agli adulti in una società della ricostruzione. I Baby Boomer dentro organizzazioni in espansione. La Generazione X nella transizione tecnologica. Millennials e Z nell’economia digitale. Ma quale sarà la palestra di apprendimento della prima generazione che entrerà nel lavoro insieme all’intelligenza artificiale? L’AI automatizza compiti ripetitivi, questo è un po’ il mantra che leggiamo ovunque; tuttavia, c’è una conseguenza di cui si parla poco: molte delle attività che l’AI svolge sono le stesse che, storicamente, permettevano ai giovani di imparare il mestiere: raccogliere informazioni, preparare bozze, fare analisi preliminari, … Continua a leggere

Come GenZ e GenY reinventano la genitorialità (e cosa significa per le organizzazioni e la società)

355 mila nati nel 2025 – 1,14 figli per donna – 32,7 anni al primo figlio. I numeri che raccontano il futuro della famiglia, del lavoro e della società italiana Immaginate una giovane madre, qualche volta anche un giovane papà, che alle 2 di notte, con un neonato in braccio, non chiama la propria madre o una vicina di casa ma apre TikTok, cerca un video, entra in un gruppo WhatsApp, consulta una community online o pone una domanda a un sistema di intelligenza artificiale. Anche così si impara a fare i genitori nel XXI secolo. I primi genitori cresciuti dentro l’ecosistema digitale Per la prima volta una generazione di genitori cresce figli in un contesto radicalmente diverso da quello … Continua a leggere

Giovani lettori tra social e community

Un ragazzo e una ragazza leggono libri in una libreria

Dopo il Salone del Libro di Torino la domanda è quasi d’obbligo: ai tempi del digitale e del calo di attenzione, come sono messe le giovani generazioni quanto a lettura di libri? Ci si può dare una risposta empirica navigando per i padiglioni del Salone stesso, come ho fatto io l’anno scorso. E la risposta empirica è che le giovani generazioni sono tutt’altro che assenti, anzi. Sono ben visibili in assembramenti davanti a determinati stand e in fila ai firma copie. Osservazione sul campo Più precisamente li trovate dove si parla di Romance (prevalentemente lettrici) e Fantasy. È una polarizzazione coerente con quanto si può osservare anche sui social, specialmente quelli più frequentati dai giovani Millennial e dalle generazioni Z … Continua a leggere

PMI – Imprese senza eredi: il vero rischio per l’economia italiana

Il silenzio che rischia di svuotare il tessuto produttivo italiano e incidere sul futuro delle imprese e del lavoro. Quando la demografia entra in azienda gli effetti sono concreti. Tra questi ce n’è uno che sta avanzando silenziosamente, con una portata che diventerà sempre più ampia: una parte rilevante delle PMI italiane rischia di chiudere nei prossimi anni per assenza di ricambio generazionale. La questione è strutturale. L’Italia è uno dei Paesi con l’età media degli imprenditori più elevata in Europa, inoltre a causa del calo demografico si restringe la base della popolazione attiva necessaria a mantenere la stabilità produttiva. La conseguenza è una disconnessione tra imprese – che devono, o potrebbero, essere trasmesse –  e una platea sempre più … Continua a leggere

Gen Alpha: lo shock che cambierà il potere nel lavoro

Immagine generata con AI

C’è un futuro che incombe ma è (poco saggiamente) trascurato. È quello che si concretizzerà tra due anni, a partire dal 2028 per l’esattezza, quando al lavoro arriverà la generazione Alpha, oggi tra 1 e 16 anni circa. Sembrano ancora poco più che bambini, ma attenzione: i più grandi di loro diventeranno maggiorenni tra 2 anni e nel giro di un quinquennio cominceranno ad entrare attivamente nelle organizzazioni. Non va inteso come l’ennesimo, passaggio generazionale: si tratta invece di un assestamento delle nuove condizioni di sistema avviate dalla Generazione Zeta. Saranno pochi, in Italia. La discontinutà più potente, almeno in Italia, è la tendenza demografica ormai arcinota: la popolazione non solo invecchia ma diminuisce proprio, e con essa cala la … Continua a leggere

La Gen Z vota e ribalta il referendum: il segnale sottovalutato

Immagine generata con AI

Il voto per il referendum in Italia conferma una tendenza in atto da tempo, anche se ancora poco considerata: lo stereotipo secondo cui i giovani non sarebbero interessati alla politica, che ormai non regge più. È un tema che affrontiamo da anni in Generation Mover (qui il link all’ultimo articolo) ma alla luce del voto referendario del 23-24 marzo è oramai difficile ignorarlo, anche per chi fino ad ora ne ha sottovalutato la portata, magari pensando allo scarso peso politico dei giovani dato i numeri sempre più in calo in Italia. Se si esce da una lettura superficiale e si analizzano i dati in modo più segmentato è evidente non solo un ritorno alla partecipazione, ma anche una trasformazione. Vediamone tre … Continua a leggere

La Generazione Z non chiede più benefit, ma sicurezza intergenerazionale.

(E le imprese che lo capiscono oggi vincono i consumatori e il lavoro di domani)  Il 57% della Generazione Z considera prioritari servizi di welfare per la salute dei propri genitori. Il 67% chiede servizi sanitari strutturati a supporto della salute. Stranamente non sono gli over50 a chiederlo, o i caregiver della legge 104, ma i più giovani nel mercato del lavoro interessati ai servizi di conciliazione famiglia-lavoro ma anche alla residenza per i genitori anziani. È una ulteriore rottura generazionale che la Z Gen, allenata a guardare avanti e al futuro,  porta  nel modo di intendere la retribuzione. Lo fotografa IlSole24Ore in questo articolo,  sulla base dei dati dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Polimi. Rispetto alle generazioni precedenti cresciute … Continua a leggere

VIG, DDL n. 2393 – Attraverso le generazioni, il futuro diventa obbligo di legge

La Valutazione di Impatto Generazionale (DDL n. 2393) segna una svolta decisiva per la governance pubblica e le aziende. Il futuro è una delle parole e dei temi più abusati negli ultimi, costantemente evocato nei dibattiti pubblici, nelle strategie organizzative e politiche ma parlarne non significa prendere decisioni che tengano conto del futuro.  A ottobre 2025, quasi in sordina, viene approvato il DDL n. 2393 con il quale la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), diventa obbligatoria per gli atti normativi del Governo, è un intervento che incide concretamente nei processi decisionali politici e amministrativi rendendo il futuro una dimensione non più astratta o eludibile. Dal principio costituzionale alla responsabilità intergenerazionale Nel 2022 la riforma dell’articolo 9 della Costituzione ha introdotto … Continua a leggere

Perché il tema generazionale non è (più) una questione HR

Negli ultimi anni il tema delle generazioni è entrato stabilmente nel linguaggio delle organizzazioni. Se ne parla in termini di engagement, retention, stili di leadership, passaggi di competenze. Tutti aspetti rilevanti, ma parziali. Quando il tema generazionale viene letto solo come una questione HR, si perde di vista ciò che conta davvero: le decisioni. Decisioni su come si guida, su quali priorità vengono scelte, su come si attraversano transizioni che non sono più solo organizzative, ma demografiche, culturali e sociali. Generazioni, demografia, futuro: un’unica traiettoria Oggi convivono otto generazioni, dentro e fuori dalle organizzazioni. Non è un dato anagrafico, ma strutturale. Questa convivenza è profondamente legata alle trasformazioni demografiche: invecchiamento della popolazione, riduzione delle coorti più giovani, diminuzione delle donne in … Continua a leggere

La svolta danese sulla scuola digitale: dalla solitudine tech alla fragilità relazionale dei giovani che arrivano nel mondo del lavoro

Che adulti stiamo crescendo quando sostituiamo le relazioni con gli schermi? E’ una domanda che riguarda direttamentei giovani Gen Z e Alpha Gen: i primi sono già entrati, o stanno entrando nel mondo del lavoro, i secondi inizieranno a farlo entro i prossimi 3 anni. La notizia che arriva dalla Danimarca, primo Paese europeo ad adottare in modo sistemico dal 2012 i tablet a scuola, è un segnale culturale forte: dopo oltre dieci anni di didattica fortemente digitalizzata, la scuola danese decide di fare un passo indietro: meno tablet, meno smartphone, più libri, quaderni, matite, penne e temperini. Computer sì, ma sotto controllo dei docenti e per compiti specifici. Social network vietati sotto i 15 anni, smartphone fuori dalle aule. … Continua a leggere