Chi sono?


Nel 2025 hanno tra i 17 e i 31 anni, in Italia sono quasi 9 milioni, dei quali 3,1 milioni nel mondo del lavoro.

(Fonte Istat, estrazione dati popolazione 28 gennaio 2025, occupati a novembre 2024, elaborazione dati Generation Mover).


In maggioranza sono i figli della X Generation, non hanno mai conosciuto un mondo senza Internet, smartphone o i-Pod. La dimestichezza con la tecnologia digitale rende questa generazione la più esperta di sempre nella navigazione in rete. Rappresentano la vera sfida ma anche l’ opportunità più concreta per la  rivoluzione in corso nel mondo del lavoro.

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Oggi tra loro: Bebe Vio, Jannik Sinner, Jacob Sartorius, Elisa Maino, Cristina Chiperi …

A scuola studiano gli impatti del clima e dell’effetto serra sul pianeta e sulla salute degli esseri umani. I più giovani di loro imparano a programmare giocando. All’età di 10 o 12 anni diversi loro coetanei guadagnano cifre importanti con uno dei nuovi mestieri nati grazie alle rete, quello di kid-influencer. All’università o al lavoro sperimentano nuovi programmi e contenuti e inventano nuovi mestieri mai immaginati prima, da nessuno.

Facebook non lo frequentano è più usato dai loro genitori, le email sono un mezzo ‘vecchio‘ per comunicare. Inoltre, per la Z Gen la privacy è una questione seria.

Dell’Europa vivono la fragilità più che le opportunità ma la ritengono essenziale. Gli appartenenti alla Z Gen si riconoscono tra loro a seconda delle App o dello youtuber che seguono invece che attraverso gli eventi, le scuole o le persone che incontrano o in cui vivono.

Una delle sfide in campo educativo e formativo, a causa dell’accesso alle informazioni, è che quando la Z gen deve risolvere un problema cerca una risposta rapida e più alternative possibili, piuttosto che lavorare per risolvere il problema in solitudine.Spesso cresciuti con un forte approccio pragmatico e risolutivo, possono tendere a privilegiare la velocità più che la precisione o l’approfondimento.

Per i reparti marketing di tutte le aziende questo è il target per eccellenza di qualsiasi tipo di comunicazione degli ultimi anni. Sono loro la vera rivoluzione in fatto di comportamenti e apprendimento, ma anche di lavoro.

Per questa generazione la diversità è un valore e un punto di partenza riconosciuto nella quotidianità.

Qual è e quale sarà l’approccio al lavoro di questa generazione? Quali sono e saranno i valori strategici per la gestione di questo gruppo professionale? 

Per quale idea di futuro si stanno battendo?

A queste e altre domande lavoriamo e rispondiamo, applicando metodi futuristi, approccio scientifico e consulenziale.

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Microretirement: i giovani non rifiutano il lavoro, stanno negoziando il loro futuro

Microretirement, o micropensionamento, è uno dei termini con cui si descrivono alcune delle nuove visioni emergenti tra i più giovani. Indica l’idea di interrompere più volte il proprio percorso professionale per dedicarsi a viaggi, formazione, progetti personali o altre esperienze, invece di concentrare tutto il tempo libero nella pensione. L’argomento è tornato al centro del dibattito dopo un’intervista della ricercatrice Elodie Gentina, pubblicata dal quotidiano svizzero Tribune de Genève e ripresa da la Repubblica, nella quale si invitano le imprese a ripensare il rapporto con una Generazione Z che considera il lavoro parte della vita, ma non il suo centro. Una riflessione presente anche nell’ultima indagine [1]dell’Osservatorio Hr Innovation Practice del Politecnico di Milano, dedicata proprio alla Gen Z. Come … Continua a leggere

5/8 Il tempo delle scelte: Millennials e Gen Z

Le possibilità aumentano. Scegliere, però, non diventa necessariamente più facile Settimana 5 di 8 (qui per saperne di più)  Avere più possibilità significa davvero essere più liberi?  Non sempre. Millennials (1980-1994) e Generazione Z (1995-2009) sono cresciuti in un tempo in cui le possibilità sembravano moltiplicarsi: più percorsi di studio, più lavori possibili, più città in cui vivere, più modi di costruire una famiglia, una relazione, un’identità. Eppure, scegliere in mezzo a così tante possibilità non è diventato più semplice. Al contrario, ogni nuova possibilità comporta anche nuove rinunce. Forse è proprio immaginando una conversazione tra queste due generazioni che possiamo capire meglio come è cambiato, nel nostro tempo, il significato della parola scelta. Quando scegliere diventa una fatica Scegliere non … Continua a leggere

Il più grande ricambio generazionale nella storia della PA è iniziato.

La Pubblica Amministrazione assume 1,6 milioni di persone. La sfida non sarà solo trovare i giovani, ma costruire la convivenza tra generazioni e trasformare il sapere in futuro. Nei prossimi anni la PA potrà diventare uno dei luoghi più interessanti della società italiana dal punto di vista generazionale. Quello che sta accadendo oggi nella Pubblica Amministrazione anticipa una trasformazione che interessa e interesserà in modo massivo, imprese, sanità, scuola e tutte le organizzazioni chiamate a gestire il più grande passaggio generazionale della loro storia. I numeri del cambiamento 645.000 assunzioni già effettuate (2023-2025) oltre il 50% under 40 28% under 30 1 milione di pensionamenti entro il 2032 circa 1,6 milioni di nuovi ingressi complessivi Entro i prossimi 5 anni la … Continua a leggere

Entry Level: maturare esperienza e leadership ai tempi dell'AI

Come si costruiscono competenze, esperienza e leadership quando l’intelligenza artificiale occupa i primi gradini della carriera? Ogni generazione ha una propria palestra di apprendimento. I Silent hanno imparato lavorando accanto agli adulti in una società della ricostruzione. I Baby Boomer dentro organizzazioni in espansione. La Generazione X nella transizione tecnologica. Millennials e Z nell’economia digitale. Ma quale sarà la palestra di apprendimento della prima generazione che entrerà nel lavoro insieme all’intelligenza artificiale? L’AI automatizza compiti ripetitivi, questo è un po’ il mantra che leggiamo ovunque; tuttavia, c’è una conseguenza di cui si parla poco: molte delle attività che l’AI svolge sono le stesse che, storicamente, permettevano ai giovani di imparare il mestiere: raccogliere informazioni, preparare bozze, fare analisi preliminari, produrre … Continua a leggere

Come GenZ e GenY reinventano la genitorialità (e cosa significa per le organizzazioni e la società)

355 mila nati nel 2025 – 1,14 figli per donna – 32,7 anni al primo figlio. I numeri che raccontano il futuro della famiglia, del lavoro e della società italiana Immaginate una giovane madre, qualche volta anche un giovane papà, che alle 2 di notte, con un neonato in braccio, non chiama la propria madre o una vicina di casa ma apre TikTok, cerca un video, entra in un gruppo WhatsApp, consulta una community online o pone una domanda a un sistema di intelligenza artificiale. Anche così si impara a fare i genitori nel XXI secolo. I primi genitori cresciuti dentro l’ecosistema digitale Per la prima volta una generazione di genitori cresce figli in un contesto radicalmente diverso da quello … Continua a leggere

Giovani lettori tra social e community

Un ragazzo e una ragazza leggono libri in una libreria

Dopo il Salone del Libro di Torino la domanda è quasi d’obbligo: ai tempi del digitale e del calo di attenzione, come sono messe le giovani generazioni quanto a lettura di libri? Ci si può dare una risposta empirica navigando per i padiglioni del Salone stesso, come ho fatto io l’anno scorso. E la risposta empirica è che le giovani generazioni sono tutt’altro che assenti, anzi. Sono ben visibili in assembramenti davanti a determinati stand e in fila ai firma copie. Osservazione sul campo Più precisamente li trovate dove si parla di Romance (prevalentemente lettrici) e Fantasy. È una polarizzazione coerente con quanto si può osservare anche sui social, specialmente quelli più frequentati dai giovani Millennial e dalle generazioni Z … Continua a leggere

La Gen Z vota e ribalta il referendum: il segnale sottovalutato

Immagine generata con AI

Il voto per il referendum in Italia conferma una tendenza in atto da tempo, anche se ancora poco considerata: lo stereotipo secondo cui i giovani non sarebbero interessati alla politica, che ormai non regge più. È un tema che affrontiamo da anni in Generation Mover (qui il link all’ultimo articolo) ma alla luce del voto referendario del 23-24 marzo è oramai difficile ignorarlo, anche per chi fino ad ora ne ha sottovalutato la portata, magari pensando allo scarso peso politico dei giovani dato i numeri sempre più in calo in Italia. Se si esce da una lettura superficiale e si analizzano i dati in modo più segmentato è evidente non solo un ritorno alla partecipazione, ma anche una trasformazione. Vediamone tre … Continua a leggere

La Generazione Z non chiede più benefit, ma sicurezza intergenerazionale.

(E le imprese che lo capiscono oggi vincono i consumatori e il lavoro di domani)  Il 57% della Generazione Z considera prioritari servizi di welfare per la salute dei propri genitori. Il 67% chiede servizi sanitari strutturati a supporto della salute. Stranamente non sono gli over50 a chiederlo, o i caregiver della legge 104, ma i più giovani nel mercato del lavoro interessati ai servizi di conciliazione famiglia-lavoro ma anche alla residenza per i genitori anziani. È una ulteriore rottura generazionale che la Z Gen, allenata a guardare avanti e al futuro,  porta  nel modo di intendere la retribuzione. Lo fotografa IlSole24Ore in questo articolo,  sulla base dei dati dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Polimi. Rispetto alle generazioni precedenti cresciute … Continua a leggere

La svolta danese sulla scuola digitale: dalla solitudine tech alla fragilità relazionale dei giovani che arrivano nel mondo del lavoro

Che adulti stiamo crescendo quando sostituiamo le relazioni con gli schermi? E’ una domanda che riguarda direttamentei giovani Gen Z e Alpha Gen: i primi sono già entrati, o stanno entrando nel mondo del lavoro, i secondi inizieranno a farlo entro i prossimi 3 anni. La notizia che arriva dalla Danimarca, primo Paese europeo ad adottare in modo sistemico dal 2012 i tablet a scuola, è un segnale culturale forte: dopo oltre dieci anni di didattica fortemente digitalizzata, la scuola danese decide di fare un passo indietro: meno tablet, meno smartphone, più libri, quaderni, matite, penne e temperini. Computer sì, ma sotto controllo dei docenti e per compiti specifici. Social network vietati sotto i 15 anni, smartphone fuori dalle aule. … Continua a leggere

Gen Z e proteste: quando la politica non funziona più, i giovani la riscrivono

La secolare retorica dominante che vede i giovani apatici e disimpegnati non è mai stata tanto lontana dalla realtà. I giovani Gen Z dalla Nigeria, al Kenya, dal Marocco al Nepal, dal Cile a Hong Kong si fanno sentire, sempre di più. Anche in Italia, nonostante siano meno che altrove, le manifestazioni fiume di ottobre 2025 pro-Palestina mostrano una partecipazione e un impegno politico tutt’altro che apatici. Ma per cosa protestano i giovani del XXI secolo Negli ultimi anni e mesi migliaia di giovani hanno occupato strade e campus per denunciare corruzione, disuguaglianze, crisi climatica e una classe dirigente percepita distante, gerontocratica e inadeguata ad affrontare le sfide di oggi, e soprattutto, di domani. Si organizzano su Discord, Telegram o … Continua a leggere