Chi sono?


Nel 2025 hanno tra i 32 e i 46 anni, in Italia sono circa 10 milioni, dei quali quasi 8 milioni nel mondo del lavoro. 

(Fonte Istat, estrazione dati popolazione 28 gennaio 2025, occupati a novembre 2024, elaborazione dati Generation Mover).


Sono anche detti: Y Gen, Digital, Cloud Generation, Net Generation. Rappresentano la  generazione di cui si è scritto e comunicato di più da quando è esploso l’interesse per le generazioni. Per questo motivo, forse è la più stereotipata grazie a facili etichette come: ‘generation me’, ‘auto-centrati’, ‘poco affidabili’ e altro. Il punto è che: sono la prima generazione sul pianeta ad avere avuto accesso alle informazioni veloci, ad avere investito sulla propria formazione e, per questo, hanno in mente un’etica professionale basata sul merito e sull’equità, sulla crescita professionale e sull’equilibrio vita-lavoro. E lo richiedono.

Oggi tra loro: Mark Zuckerberg, i principi Harry e William d’Inghilterra, Luigi di Maio …

Spesso figli unici, sono diventati grandi con l’utilizzo della rete, per questo gruppo la parola ‘cellulare’ è il passato di ‘smartphone’. Sono i primi giovani a sentir parlare di ambiente a scuola, per loro la parola politica  riguarda lo scandalo sessuale americano Clinton-Lewinski e la corruzione. Sperimentano i giochi digitali e la possibilità di fare amicizia anche diversamente dal ‘di persona’. All’università hanno incontrano culture differenti e la mobilità con Erasmus è stato un punto fermo. Tuttavia, sono cresciuti sentendo parlare di Al Qaeda e imparato presto che tutto può finire senza una ragione assistendo in diretta all’attacco alle Torri Gemelle del 2001.

Per il marketing è la prima generazione consapevole dell’impatto delle proprie scelte di consumo sul sistema economico globale. Elabora e pratica nuove forme di economia (Sharing Economy), il riciclo diventa un life-style. I consumi passano dal concetto di ‘massa‘ al concetto di ‘esperienza utile‘.

Quali sono, oggi, le priorità di vita e i valori forti per questa coorte generazionale? Quali futuri stanno arrivando per i Millennials? 

A queste e altre domande lavoriamo e rispondiamo, applicando metodi futuristi, approccio scientifico e consulenziale.

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5/8 Il tempo delle scelte: Millennials e Gen Z

Le possibilità aumentano. Scegliere, però, non diventa necessariamente più facile Settimana 5 di 8 (qui per saperne di più)  Avere più possibilità significa davvero essere più liberi?  Non sempre. Millennials (1980-1994) e Generazione Z (1995-2009) sono cresciuti in un tempo in cui le possibilità sembravano moltiplicarsi: più percorsi di studio, più lavori possibili, più città in cui vivere, più modi di costruire una famiglia, una relazione, un’identità. Eppure, scegliere in mezzo a così tante possibilità non è diventato più semplice. Al contrario, ogni nuova possibilità comporta anche nuove rinunce. Forse è proprio immaginando una conversazione tra queste due generazioni che possiamo capire meglio come è cambiato, nel nostro tempo, il significato della parola scelta. Quando scegliere diventa una fatica Scegliere non … Continua a leggere

La staffetta è finita. Il mercato del lavoro entra in una nuova era.

Gen Z e over 50 competono per gli stessi ruoli ma le organizzazioni non sono pronte Per oltre un secolo il mercato del lavoro ha funzionato secondo il principio della staffetta: una generazione usciva, un’altra entrava. Oggi questo modello non funziona più. Siamo nell’era della convivenza multigenerazionale, al lavoro se ne possono trovare fino a 5: condividono gli stessi spazi professionali, gli stessi percorsi di carriera e, sempre più spesso, gli stessi processi di selezione per lo stesso ruolo. La convivenza tra generazioni è un dato demografico inevitabile. Il capitale multigenerazionale è una scelta organizzativa. In questo momento storico la differenza la farà la capacità delle organizzazioni di trasformare questa convivenza in valore, ripensando percorsi di carriera, formazione, leadership e modelli organizzativi. … Continua a leggere

2/8 Il tempo della libertà: Boomer e Millennials

“Perché oggi tanti giovani possono scegliere molto di più ma si sentono, spesso, meno liberi? Settimana 2-8 // Continua il nostro piccolo esperimento estivo (qui per saperne di più): utilizzare la prospettiva generazionale come una lente per capire un po’ meglio noi stessi, le nostre famiglie e il futuro. Dopo aver indagato il tema dell’ autonomia attraverso il dialogo tra Generazione X e Generazione Alpha, questa settimana mettiamo in relazione altre due generazioni diverse su un altro elemento: Baby Boomer e Millennials. Il tema è la libertà, una parola comune usata da tutte e tutti, ma non sempre con lo stesso significato, anzi. Per molti Baby Boomer la libertà è stata una conquista: libertà di muoversi, studiare, lavorare, scegliere, consumare, … Continua a leggere

Come GenZ e GenY reinventano la genitorialità (e cosa significa per le organizzazioni e la società)

355 mila nati nel 2025 – 1,14 figli per donna – 32,7 anni al primo figlio. I numeri che raccontano il futuro della famiglia, del lavoro e della società italiana Immaginate una giovane madre, qualche volta anche un giovane papà, che alle 2 di notte, con un neonato in braccio, non chiama la propria madre o una vicina di casa ma apre TikTok, cerca un video, entra in un gruppo WhatsApp, consulta una community online o pone una domanda a un sistema di intelligenza artificiale. Anche così si impara a fare i genitori nel XXI secolo. I primi genitori cresciuti dentro l’ecosistema digitale Per la prima volta una generazione di genitori cresce figli in un contesto radicalmente diverso da quello … Continua a leggere

Team intergenerazionali: il potenziale che sprechiamo quando parliamo solo di conflitti

Parlare di generazioni nel lavoro, oggi, è diventato quasi una moda: se ne discute a convegni, nei corridoi aziendali, nei media. Ma troppo spesso questo discorso resta intrappolato in una narrativa povera e riduttiva, che banalizza un tema cruciale per l’evoluzione, e la crescita a più livelli, della società e delle persone, sia come cittadini che come singoli e lavoratori. Da una parte c’è la retorica dello scontro: “I giovani sono fragili”, “I senior resistono al cambiamento”.Dall’altra la diffusione dei cliché: “I Millennials vogliono solo avere tempo libero con lo smart Working”, “I Boomers lavorano senza sosta”, gli “Z Gen non sono affidabili”. Il risultato? A livello sociale le polarizzazioni generazionali alimentano rabbia sociale e disuguaglianze sempre più evidenti. Nelle … Continua a leggere

Dalle Millennials – TradWives alla fuga dalla carriera: la sfida della Womanosphere

Negli ultimi anni, nei meandri social, è cresciuto un fenomeno tanto inaspettato, quanto sorprendente, rappresentato dalle influencers #trad-wives attraverso contenuti online, video e narrazioni in controtendenza con “l’emancipazione femminile”, proposti da giovani donne per le loro coetanee della Generazione Z e Millennial. L’hashtag #womanosphere raggruppa video, reel, meme e storie che criticano apertamente decenni di femminismo e conquiste sociali, un fenomeno che ri-posiziona il ruolo della donna nella società agli anni di Carosello e prima (spoiler: la mia tesi di laurea nel ’91), sembra di assistere a una sorta di #Patriarcato2.0. Anti-emancipazione. È una tendenza? Le nuove influencer anti-emancipazione, su TikTok, Instagram, Youtube esaltano il ritorno alla vera natura e autenticità della donna e del suo posto nel mondo attraverso una … Continua a leggere

BCE, Come cambia il lavoro: 3-5-8, Pronti, partenza, via!

Il lavoro non è più quello di una volta, e nemmeno la carriera. Oramai è chiaro per tutti: l’invecchiamento demografico comporta l’allungamento della vita lavorativa e, di conseguenza, l’invecchiamento delle competenze e l’emergere del “midlife reskilling”, ossia della necessità di formazione e aggiornamento continuo, per tutti, ma in particolare per chi è over40. Il megatrend demografico ha impatti in tutti i settori della vita umana, ed essendo un megatrend ha effetti ampi e inarrestabili, in questo senso la transizione demografica rende obsoleto il vecchio modello del lavoro allineato alle fasi di vita basato su studio-lavoro-carriera-pensione. I nostalgici di ‘era meglio prima’ se ne devono fare una ragione. Il mondo è cambiato, le circostanze sono cambiate, le risorse e gli strumenti a disposizione … Continua a leggere

"I giovani ce li dobbiamo meritare", a proposito di calo demografico. E poi ci sono gli Eet.

Il trend è innegabile, forse irreversibile nel breve periodo. Per ogni giovane che arriva dai Paesi avanzati emigrano 8.5 italiani, un numero che supera di gran lunga l’arrivo di giovani stranieri in Italia.[1] Oggi, un giovane italiano su tre (Z e Alpha Gen) sogna di vivere all’estero attratto da condizioni di vita e di lavoro che nel nostro Paese sono sempre più difficili da raggiungere.  Non è più solo una tendenza passeggera, ma un vero e proprio orientamento generazionale che sta ridisegnando il tessuto sociale ed economico del nostro Paese. Questo esodo è più che un fenomeno statistico, è una chiara ricerca di opportunità e stabilità che i giovani italiani sentono di non poter ottenere in Italia, un orientamento molto … Continua a leggere

Emancipazione femminile? Le sorprese che non ti aspetti.

Pur nella consapevolezza che c’è ancora molto da fare, negli ultimi anni si sono osservati cambiamenti importanti verso una maggiore emancipazione femminile. Tuttavia, se ne osservano altri che fanno emergere chiaramente come si stia andando verso una polarizzazione delle relazioni tra i generi, si tratta di “Gender decoupling“, un disaccoppiamento delle identità e delle relazioni tra i generi. All’orizzonte, e di nuovo, come sempre accade nei periodi di crisi e di transizione, si profilano ulteriori e inattesi ostacoli verso la realizzazione della parità tra i generi, e contro le donne in particolare. Emergono Indizi da non sottovalutare e da osservare con attenzione per non restare sorpresi. In molti Paesi, soprattutto quelli in cui si sta verificando un calo demografico (come Cina … Continua a leggere

A chi andranno i soldi dei Baby Boomer?

Uno dei modi di applicare la prospettiva #generazionale e #demografica, è quello di affrontare, ma soprattutto #anticipare, temi, problemi o opportunità con questa chiave di analisi. La prospettiva #multigenerazionale è utile per capire, non solo i comportamenti delle persone o la situazione sociale, economica e lavorativa del paese, ma anche per definire e indirizzare future strategie di marketing e di business. Sulla stampa economica recente, si parla dell’ eredità dei Baby Boomer, un tema che i clienti di Generation Mover™ conoscono bene. L’Italia si appresta a vivere uno dei più grandi trasferimenti di ricchezza della sua storia, tra beni mobili, immobili, azioni, fondi ecc., una ricchezza che andrà, come nel resto del mondo, nelle mani dei più giovani. Questo trasferimento … Continua a leggere