Chi sono?


Oggi hanno tra i 9 e i 24 anni, in Italia sono 9.3 milioni, di cui 1 milione nel mondo del lavoro.  (Fonte: Istat 2018, elaborazione dati Generation Mover)


Non hanno mai conosciuto un mondo senza Internet, smartphone o i-Pod. La continua innovazione tecnologica e l’accesso digitale rendono la Z Gen più esperta di Internet rispetto ai loro predecessori della Y Gen, per questo è una generazione più influente dei Millennials,  il marketing se ne sta già occupando insieme ai loro successori della Alpha Generation. Sono loro la vera rivoluzione in fatto di comportamenti e apprendimento, ma anche di lavoro. Musically é una app diffusissima tra loro, Jacob Sartorius oggi 14enne, in Italia é tra i più conosciuti, ed é già al lavoro.

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Da bambini imparano presto che il clima e il pianeta sono problemi che li riguardano da vicino. Il primo evento storico che ricordano é globale e lontano da casa propria – l’attacco alle Torri Gemelle – ma influisce sulla loro vita tutti i giorni. La famiglia può assumere forme diverse da quelle delle generazioni precedenti.

Facebook lo frequentano poco è più usato dai loro genitori (millennials, ma anche X  e BB) e le email sono un mezzo ‘vecchio’ per comunicare. Privilegiano Whatsapp e Instagram, ma ancora di più Snapchat, per la Z Gen la privacy è una questione seria. Dell’Europa vivono la fragilità più che le opportunità. Gli appartenenti alla Z Gen si riconoscono tra loro a seconda delle App o dello youtuber che seguono invece che attraverso gli eventi, le scuole o le persone che incontrano o in cui vivono.

Wikipedia e Google costituiscono  l’enciclopedia a cui accedere con la velocità di un click. Una delle sfide in campo educativo, a causa dell’accesso alle informazioni, è che quando la Z gen deve risolvere un problema cerca una risposta rapida e più alternative possibili, piuttosto che lavorare per risolvere il problema in solitudine. La Z Gen, generalmente parlando, tende a privilegiare la velocità più che la precisione, apprende sperimentando e provando.

La diversità è un valore e un punto di partenza riconosciuto nella quotidianità.

15 Marzo 2019: Fridaysforfuture

Sosteniamo i ragazzi del mondo con una canzone sul clima al ritmo di ‘Bella ciao’. Noi di Generation Mover lo diciamo da molto: la generazione Z salverà il mondo? Magari si. Di certo lo speriamo. Tra i nostri post divisi per generazione quella di questi ragazzi è quella più ricca di contributi. Nessuno mai prima di loro ha avuto più strumenti a disposizioni per sviluppare consapevolezza sul mondo in cui vive ad un’età così giovane, soprattutto nessuno mai ha potuto organizzare movimenti globali in pochi mesi. Gli adulti possono e devono ascoltare, per agire non per parlare. Questi ragazzi a breve voteranno, chissà che non sia un motore potente per cambiare davvero le cose in un mondo che non funziona … Continua a leggere

Scuola dove sei? Dove stai andando?

Siamo nel 2019. Fra meno di un anno entreremo nel terzo decennio di questo XXI secolo che – alla velocità dei bit (della luce non ancora) – ci sta portando verso un mondo inimmaginabile qualche decennio fa. Ma la scuola sembra proprio non accorgersene … non vuole? non può ? non deve accorgersene ? I giorni che precedono il Natale sono, per chi ha figli alla scuola dell’obbligo, occasioni per osservare da vicino la scuola. Cadono letteralmente a pezzi: ho visto porte e finestre di palestre tenute insieme con lo scotch marrone, gabinetti che sembrano latrine … mi fermo qui. Per fortuna ci sono professori (e non sono pochi) che danno molto ai loro studenti: sanno che il mondo è cambiato … Continua a leggere

Le età del denaro

Che valore ha il denaro per le diverse generazioni? Come lo spendono? Gestire i soldi, investire i risparmi, decidere quando e come acquistare cambia a seconda dell’età e delle fasi vita oltre che degli strumenti a disposizione per farlo, per questo parlare di soldi è, anche,  questione generazionale. Un report Accenture 2017 dedicato a come investono e spendono i Millennials mi dà lo spunto per allargare il tema anche a Baby Boomers e X e Z Generation. Il report inizia più o meno così: “I negozianti spostano la merce ogni due o tre giorni, non più in settimane o mesi. I produttori di PC vedono i loro profitti fluire verso smartphone e altri oggetti dotati di connessione internet, i dettaglianti riempiono gli scaffali di … Continua a leggere

Chi usa di più lo smartphone?

“Questi ragazzi, sempre con lo smartphone in mano… Ai miei tempi invece…”. Ogni epoca, lo sappiamo, ha il suo “ai miei tempi…”. Oggi è il turno dei dispositivi digitali: stanno rovinando i nostri giovani, sempre assenti e persi nell’altrove virtuale. Questa è la versione comune ormai consolidata. Finché qualcuno prova a investigare metodicamente, ed ecco apparire numeri sorprendenti: gli adulti, i Boomers, non sono da meno, anzi. Uno studio internazionale promosso da Amplifon ha evidenziato come gli over 55 sono legati ai loro device come e forse più dei teen agers. E gli italiani più dei coetanei stranieri. Risulta che il 76% degli adulti italiani con più di 55 anni è inseparabile dallo smartphone e costantemente connesso ai social. La … Continua a leggere

In Italia manca il lavoro o manca una nuova cultura del lavoro?

«In Canada c’è una mentalità completamente diversa dall’ Italia. Tutti i miei coetanei avevano un lavoro e si autofinanziavano. Anche io ho deciso di cercarmi un’occupazione, per non essere da meno» . Alessia Russo*, 18 anni, imprenditrice Z Generation, ha un sogno: cambiare il mondo. Al quinto anno liceo scientifico di Torino, é solo l’esempio più recente di una nuova cultura del lavoro. Racconta di quando lei e il fratello hanno presentato in Italia la loro azienda: «È capitato che le persone si rivolgessero sempre a Simone e non a me. Lui è il primo che in questi casi puntualizza che la startup l’abbiamo realizzata insieme, che l’idea è mia. La gente pensa che se sei una ragazza non puoi … Continua a leggere

Il miglior prof del mondo? Insegna a fare impresa alla generazione Z

Daniele Manni

“Ogni generazione pensa di essere più intelligente di quella precedente e più saggia di quella seguente”. Questa frase di George Orwell è una costante delle presentazioni di Generation Mover: un modo per ricordare quanto di soggettivo ci sia nelle nostre relazioni interpersonali e intergenerazionali. Mi è tornata in mente mentre leggevo questa intervista al prof. Daniele Manni, il docente italiano entrato nei 12 finalisti degli Innovation and Entrepreneurship Teaching Excellence Awards di quest’anno. Mi è tornata in mente perché alla domanda “come sono i giovani d’oggi?”, il prof. Manni (59 anni) ha risposto così: “molto meglio del passato”. Questo signore è un professore di scuola superiore, ma fino al 1999 è stato imprenditore egli stesso. Oggi non si limita a … Continua a leggere

Riciclare l'irriciclabile: la Z Gen salverà il mondo?

GIOVANI INVENTORI AL SERVIZIO DELL’AMBIENTE Imprenditorialità, perseveranza, sensibilità ambientale, nessuna paura di fallire: la storia del giovanissimo Ashton Cofer sembra fatta apposta per spiegare come si caratterizza la personalità generazionale della Z Gen (nati 1995/2010). E’ la storia vera di un adolescente appassionato di scienza e tecnologia, animato da una curiosità mai sazia, sostenuto dall’entusiasmo e dalla perseveranza di chi è abituato a mettere in conto i fallimenti senza considerarli la fine di tutto. Partendo da un compito scolastico (un progetto di scienze per Google Science Fair), Ashton e i suoi amici hanno individuato una via per rendere riciclabile il polistirolo, che al momento è ritenuto antieconomico da recuperare dopo il primo uso ed è quindi uno dei materiali che … Continua a leggere

Fallire e ricominciare: una competenza delle generazioni più giovani

Foto di gruppo dei Millenniasl di Mosaicoon

Nuovo mondo: quando fallire è solo un pezzo di un progetto più grande. Si può dichiarare il fallimento della propria azienda e nello stesso tempo dirsi contenti e ottimisti? Sì, si può, visto come si esprime Ugo Parodi Giusino, 36 anni, millennial. In questo articolo: lui è il fondatore di Mosaicoon, un’azienda siciliana operante nel marketing in Rete in via di chiusura dopo una parabola che nel giro di un decennio l’ha vista nascere, svilupparsi a livello internazionale e poi incontrare una serie di difficoltà che hanno portato appunto alla fine dell’avventura. Troviamo, nelle sue parole, il condensato di una cultura imprenditoriale tipica delle ultime generazioni – dai Millennials in giù – e molto diversa da quella diffusa nei decenni scorsi. … Continua a leggere

Un sedicenne italiano batte i coreani, e ci guadagna. Ma prima 'viene la scuola'

Si chiamano ancora “videogiochi”, e per molti continuano a essere nulla più che un passatempo. Ma per la generazione nata direttamente dentro l’era digitale possono anche loro diventare una professione remunerata. Anche se stai ancora andando a scuola. Riccardo Romiti frequenta il 3° anno dell’istituto informatico, ma negli ultimi mesi ha scalato i vertici mondiali delle competizioni di Star Craft II, un videogioco della categoria RTS (Real Time Strategy), ed è stato ingaggiato da un team professionistico italiano. Lo scorso 4 luglio a Seul. Compensi: dai 600 ai 1.500 euro al mese, più i premi che eventualmente vince nelle gare. Articolo qui. Forse ai più questo fenomeno è ancora poco o per nulla visibile, ma il fatto è che i “videogiochi” … Continua a leggere

13 Anni: un'idea e una start up di successo

“Le opportunità si creano” questa è la frase che mi viene sempre in mente quando penso alle generazioni più giovani. Una di loro me lo ha detto in occasione di un’intervista e quando qualcosa non va mi ritorna in mente, è sempre lì ad ispirarmi. “L’idea non basta” dirà qualcuno, certo che no! Servono risorse e strumenti, ovviamente. Qui nascono i problemi, per gli adulti però non per i più giovani. Risorse e strumenti li hanno da quando sono nati e sanno bene come utilizzarli e gestirli. Leggi qui cosa ha fatto Hillary Yip in Cina. Solo una storia in più su questa generazione giovanissima, la Z Gen, quelli che oggi hanno tra i 7 e i 22 anni. Spesso parliamo di … Continua a leggere