C’è un futuro che incombe ma è (poco saggiamente) trascurato. È quello che si concretizzerà tra due anni, a partire dal 2028 per l’esattezza, quando al lavoro arriverà la generazione Alpha, oggi tra 1 e 16 anni circa.
Sembrano ancora poco più che bambini, ma attenzione: i più grandi di loro diventeranno maggiorenni tra 2 anni e nel giro di un quinquennio cominceranno ad entrare attivamente nelle organizzazioni. Non va inteso come l’ennesimo, passaggio generazionale: si tratta invece di un assestamento delle nuove condizioni di sistema avviate dalla Generazione Zeta.
Saranno pochi, in Italia.
La discontinutà più potente, almeno in Italia, è la tendenza demografica ormai arcinota: la popolazione non solo invecchia ma diminuisce proprio, e con essa cala la disponibilità di forza lavoro.
Quando gli esponenti della Generazione Alpha si affacceranno al mondo del lavoro, le aziende faranno a gara per accaparrarseli in un contesto già povero di giovani, in cui la contrazione strutturale della popolazione attiva sarà ancora più evidente e rafforzata dall’uscita dei Boomers.
In concreto non saranno i giovani a doversi adattare alle organizzazioni, ma sempre più spesso, come vediamo già oggi, saranno le organizzazioni a doversi adattare.
La retorica della “guerra dei talenti” ormai è fuori tempo: non si tratterà di competere per attrarre, ma di ripensare cosa rende un’organizzazione vivibile nel lungo periodo.
Si è già avviato un processo di trasformazione culturale organizzativa che, passando dalle persone, richiede da subito analisi, strategie e leve per mantenere e costruire agency per le aziende di un domani ormai prossimo.
Non solo Digitali, ma nativi di un mondo aumentato
Stiamo parlando di una generazione che, per quanto ancora molto giovane, presenta tratti caratteristici già ben definiti. Possiamo riassumerli in tre parole: digitale, autonomia, valori.
Per gli Alpha il digitale è ‘human integrated’, o meglio, è infrastruttura esperienziale. Sono quelli dell’onlife. I Gen Alpha si aspetteranno strumenti intelligenti, processi fluidi, ambienti di lavoro che abbiano il loro medesimo mindset. Questo elemento incide su visione del mondo e aspettative:
- processi lenti sono incomprensibili,
- sistemi non integrati e connessi sono solo limiti tecnici, ma anche segnali di una cultura ‘vecchia’,
- ambienti poco fluidi sono disallineati.
Non è una questione di giusto o sbagliato, ma di abitudine all’utilizzo di strumenti che modellano visioni della realtà.
Autonomia, senso ed etica.
Per gli Alpha la qualità della vita e l’attenzione effettiva ai temi sociali e ambientali sono criteri concreti in base a cui scelgono le opportunità di lavoro. Un’azienda che evita di interrogarsi sul proprio impatto risulta eticamente sospetta, oltre che poco attrattiva.
Flessibilità e work-life balance sono innestati nell’identità di questa generazione, fanno parte del rapporto tra lavoro e traiettoria di vita, in cui l’autonomia è una condizione di partenza e il senso, insieme al valore del tempo, è un criterio di scelta.
Idee chiare anche su ruolo e modalità del lavoro.
I ragazzi di oggi hanno una spiccata tendenza a vedersi come futuri imprenditori, e anche laddove si parli di lavoro dipendente rimangono centrali autonomia e flessibilità:
- il lavoro ibrido è dato per scontato, deve essere integrabile – non integrato – nella vita, non il contrario.
- il pendolarismo quotidiano è uno spreco di tempo ed energie,
- l’impatto (sociale-ambientale-culturale) entra nelle decisioni concretamente,
- la leadership ha senso quando è trasparente,
- il feedback è utile ed efficace quando è in tempo reale.
Anche la formazione e il trasferimento della conoscenza dovranno trasformarsi.
Questi ragazzi non riconoscono come efficace la formazione tradizionale. Hanno imparato ad apprendere per mezzo di supporti multimediali e contenuti focalizzati e stimolanti, immediatamente applicabili. Il microlearning e l’adaptive learning sono il loro formato naturale.
Lezioni frontali, lunghi manuali, corsi in aula di 8 ore sono il modo migliore per perderli.
Il nodo delle relazioni
Il tema della comunicazione e delle relazioni interpersonali è ormai un grande classico delle attività formative nelle aziende. Ma non abbiamo ancora visto niente: segnata dal boom della comunicazione digitale a distanza e dal lockdown pandemico, l’Alpha è una generazione per la quale la gestione delle relazioni faccia a faccia è un tema di una delicatezza senza precedenti.
Nel lavoro questo apre due sfide:
- da un lato, una possibile fragilità nelle interazioni in presenza ad alta intensità,
- dall’altro, una maggiore consapevolezza (già emergente) del bisogno di qualità relazionale.
Ne abbiamo già parlato in modo specifico, evidenziando sia le aree di fragilità che i segnali di consapevolezza in merito all’intreccio tra digitale e abitudini relazionali. Un allenamento scarso alla socializzazione in presenza – un tratto comune tra i giovani di questo gruppo, cresciuti in contesti più selettivi e circoscritti per motivi di opportunità socio-storica – favorisce l’insorgere di ansia e stress: un tema la cui evoluzione va colta, monitorata e gestita per il futuro stesso della società e delle organizzazioni.
Prepararsi da subito, per rivedere noi stessi
Pensare alla Gen Alpha come a qualcosa che arriverà è già adesso un errore prospettico.
Più che immaginare come saranno, si tratta di cominciare a capire quanto i modelli di lavoro e le organizzazioni siano in grado di reggere un contesto in cui:
- le generazioni aumentano
- le aspettative si ampliano
- la demografia riduce gli spazi di contrattazione collettiva.
La svolta non è uno scenario lontano: è già qui.
Immaginare uno scenario lavorativo del 2035, con dentro novità così sostanziali, richiede uno sforzo particolarmente impegnativo. Si tratta di sfidare schemi, abitudini di pensiero e bias cognitivi consolidati nei decenni.
Prepararsi significa costruire organizzazioni, aziende e enti capaci di funzionare in condizioni multigenerazionali complesse e permanenti.
Per questo motivo bisogna cominciare… ieri.
Mattia Rossi, marzo 2026
Fonti
Italian Institute for the Future “Rapporto Italia 2032 – Scenari demografici e impatti generazionali”
https://www.bitmat.it/news/la-generazione-alpha-immagina-il-futuro-del-lavoro-cosa-si-apetta/
https://www.exportusa.us/gen-alpha-e-lavoro-negli-usa.php
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