Italia 2032: le tendenze che modellano il futuro del paese

E’ disponibile il primo numero di una nuova straordinaria collana dell’ Italian Institute for the Future, dedicata ai trend che plasmeranno il futuro del nostro paese: ‘Rapporto Italia 2032,

Questo studio, redatto da Isabella Pierantoni di Generation Mover™, è dedicato ai futuri scenari demografici e alle loro incisive conseguenze sulle generazioni di oggi e di domani.

Il rapporto si basa sull’analisi ed elaborazione dei dati pubblicati da Istat nel settembre 2022 e fornisce un’analisi dettagliata delle tendenze demografiche in corso indagando come queste tendenze si evolveranno nei prossimi anni. Uno dei punti chiave del rapporto è che l’Italia si trova di fronte a un invecchiamento della popolazione molto accentuato. Attualmente, circa un quinto della popolazione italiana ha più di 65 anni, e entro il 2032 quasi un italiano su due avrà 50 anni.

Questo invecchiamento della popolazione, unito allo scarso numero di giovani presenti in Italia, avrà una serie di impatti  sulle generazioni future, sui più giovani di oggi e sulle generazioni attualmente adulte. Ad esempio, il numero di persone in età lavorativa (15-64 anni) diminuirà fino a 3 milioni entro i prossimi 15 anni. E gli over 65 passeranno dai 14 milioni di oggi a 19 milioni entro il 2040. In questo scenario è inevitabile un aumento della spesa sanitaria e pensionistica, che potrebbe avere conseguenze per la stabilità finanziaria del paese e delle persone che lo abitano.

Per far fronte a queste sfide demografiche il primo passo è conoscere come stanno le cose.

Sapere quali regioni, città, paesi stanno subendo e subiranno una profonda recessione demografica, individuarne gli impatti sui territori, sulle scuole, sulle aziende, prevedere quanti lavoratori mancheranno entro quando, quanti sono e saranno da reclutare, con quali competenze sono alcuni degli esercizi possibili utilizzando il rapporto stesso.

Il rapporto esplora anche come si pongono i giovani e i ragazzi di fronte a questo scenario di forte calo demografico, con quali aspettative e quali desideri, anche qui conoscerli consente di porre in atto politiche anticipando eventuali effetti futuri.

Soluzioni e interventi per governare questo fenomeno possono sicuramente essere molti, e certamente non passano dall’aumento del numero di figli per donna, così come dall’aumento del numero degli immigrati. Le ragioni sono molteplici ma anche le alternative e le opportunità  che possono essere colte e messe in campo.

Ad esempio: investire nella formazione e nell’istruzione non riguarda solo i giovani ma anche gli adulti. Allargare la contaminazione dei saperi oltre le frontiere rendendo appetibili gli studi e le città per i ragazzi e i lavoratori, italiani e stranieri, in modo da garantire competenze e conoscenze necessarie per sostenere l’economia di oggi e in futuro. Azioni da affiancare alle politiche di  sostegno alle famiglie e alla conciliazione tra lavoro e vita familiare.

Il rapporto contiene mappe e analisi utili a evidenziare cosa comporterà il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione per le persone, per le città, le scuole, il mercato del lavoro, e cosa possiamo fare per affrontare i cambiamenti in atto.

Si tratta di una questione complessa e sfaccettata che richiede un’azione coordinata e sostenuta da parte dei governi, delle imprese e della società civile nel suo insieme. Solo così si potranno affrontare le sfide demografiche del futuro e garantire un futuro sostenibile per le generazioni presenti e future in Italia.

Redazione GM

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