VIG, DDL n. 2393 – Attraverso le generazioni, il futuro diventa obbligo di legge

La Valutazione di Impatto Generazionale (DDL n. 2393) segna una svolta decisiva per la governance pubblica e le aziende.

Il futuro è una delle parole e dei temi più abusati negli ultimi, costantemente evocato nei dibattiti pubblici, nelle strategie organizzative e politiche ma parlarne non significa prendere decisioni che tengano conto del futuro. 

A ottobre 2025, quasi in sordina, viene approvato il DDL n. 2393 con il quale la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), diventa obbligatoria per gli atti normativi del Governo, è un intervento che incide concretamente nei processi decisionali politici e amministrativi rendendo il futuro una dimensione non più astratta o eludibile.

Dal principio costituzionale alla responsabilità intergenerazionale

Nel 2022 la riforma dell’articolo 9 della Costituzione ha introdotto il principio di tutela delle generazioni future, un passaggio che ha sancito per la prima volta che chi verrà dopo di noi è parte dell’interesse pubblico. La VIG trasforma questo principio in un obbligo operativo.

Da ora in avanti, ogni atto normativo dovrà esplicitare il proprio impatto non solo sull’oggi, ma sulle generazioni presenti e future. Questo significa che le decisioni pubbliche non possono più essere neutrali rispetto alla distribuzione degli effetti nel tempo e tra generazioni diverse.

La portata di questo cambiamento è stata colta anche all’interno del dibattito sulla qualità della legislazione e sulla sostenibilità delle politiche pubbliche. In diverse occasioni, Enrico Giovannini, nel suo ruolo all’interno dell’ASviS, ha evidenziato come l’introduzione della Valutazione di Impatto Generazionale rappresenti un passaggio utile a migliorare il processo decisionale, perché obbliga il legislatore a rendere espliciti gli effetti sociali e generazionali delle norme nel medio-lungo periodo. In questa prospettiva, la VIG non aggiunge un nuovo livello di complessità burocratica, ma contribuisce a rendere coerente il processo legislativo con il principio costituzionale di tutela delle generazioni future, trasformando il futuro in una dimensione dichiarata e verificabile della decisione pubblica.

La VIG parla esplicitamente di generazioni poiché introduce la domanda:

  • quali generazioni beneficiano oggi di una decisione e quali ne sosterranno i costi domani?

In un Paese segnato da forte invecchiamento della popolazione, riduzione delle coorti più giovani, da squilibri crescenti tra chi prende decisioni e chi ne subirà gli effetti nel tempo questa domanda diventa centrale e rende visibile il fatto che molte politiche producono effetti asimmetrici tra generazioni contribuendo ad aumentare le disuguaglianze nel tempo anziché ridurle. Con la VIG il futuro smette di essere una promessa e diventa un criterio di equità intergenerazionale.

Le generazioni come infrastruttura delle decisioni politiche e aziendali

La Valutazione di Impatto Generazionale segna una discontinuità profonda perché riconosce che le generazioni non sono un tema “storico”, “sociale” o “culturale”, ma un elemento portante, finora invisibile, delle decisioni.

Decidere senza considerarle significa spostare problemi nel tempo.
Decidere tenendone conto significa iniziare a governare il futuro, non solo a reagire al presente.

La VIG apre una strada nuova: quella di una responsabilità esplicita verso le generazioni future, non solo come cittadini ma anche consumatori futuri, per questo servono competenze, strumenti e un cambio di mentalità, la prospettiva generazionale non è più un’opzione, ma una dimensione strutturale delle decisioni.

Cosa rende la Valutazione di Impatto Generazionale uno strumento concreto e cosa misura

 Il punto centrale non è più cosa una politica dichiara di voler fare, ma quali conseguenze produce, oggi e domani, sulle condizioni di vita delle diverse generazioni.

Uno degli elementi che rende la VIG una svolta reale è la sua natura operativa poiché obbliga chi decide a esplicitare quali generazioni sono coinvolte da una misura e in che modo, rendendo misurabile il rapporto tra generazioni e decisioni.

Ogni atto normativo, infatti, dovrà:

  1. chiarire quali generazioni coinvolge e in che modo: giovani tra i 15 e i 29 anni, giovani famiglie, studenti e studentesse, ma anche generazioni future non ancora attive. Questo passaggio evidenzia gli effetti diversi da una generazione ad un’altra.
  2. Esplicitare l’impatto delle decisioni su ambiti chiave come educazione, lavoro, inclusione e benessere. Non è più sufficiente dichiarare l’intenzione di “investire sui giovani” o di “favorire l’occupazione”: occorre argomentare come una misura inciderà sui percorsi educativi e formativi, sull’accesso al lavoro e sulla qualità dell’occupazione, e così via. Il focus si sposta così dalle dichiarazioni di principio alle conseguenze attese.
  3. Analizzare la distribuzione dei costi e dei benefici nel tempo in termini di giustizia intergenerazionale: chi beneficia oggi di una decisione e chi, invece, ne sosterrà i costi domani? Questo aspetto è cruciale soprattutto per politiche previdenziali, fiscali, abitative, educative o di investimento in ricerca, i cui effetti possono manifestarsi anche molti anni dopo l’approvazione, incidendo in modo asimmetrico sulle diverse generazioni.
  4. Contenere indicatori e risorse mobilitate: le Linee guida COVIGE prevedono che ogni amministrazione espliciti gli obiettivi perseguiti, indichi le risorse impiegate, definisca indicatori di impatto, preveda strumenti di monitoraggio nel tempo. La VIG entra così nel ciclo di policy, non come allegato ex post ma come parte integrante della decisione.
  5. Applicare il Principio di futuro: la VIG chiede di valutare come una norma modifica la traiettoria delle generazioni nel tempo. La domanda di fondo diventa inevitabile: questa decisione migliora o peggiora le condizioni delle generazioni che verranno? È in questo passaggio che il futuro smette di essere una promessa e diventa un criterio concreto di giudizio.

Un cambio di paradigma: con la VIG la prospettiva generazionale smette di essere un tema culturale o un ambito di studio e diventa un vincolo formale della governance. Le generazioni entrano nel diritto non come categoria simbolica, ma come soggetto implicito delle scelte non solo pubbliche ma anche territoriali e, per conseguenza, economiche e organizzative. È qui che il legame tra generazioni e futuro si fa concreto, misurabile e, soprattutto, non più eludibile.

Una lezione che va oltre la Pubblica Amministrazione

Anche se la VIG riguarda formalmente le istituzioni pubbliche, il suo significato va oltre il perimetro normativo. Introduce un principio che parla a tutti i sistemi complessi: organizzazioni, imprese, sistemi formativi. La domanda che la VIG rende inevitabile è la stessa che molte aziende stanno iniziando a, o dovrebbero,  porsi: che futuro stiamo producendo con le decisioni che prendiamo oggi?
La Valutazione di Impatto Generazionale non è solo una legge, ma un modello avanzato di governance del tempo che il mondo organizzativo è chiamato a conoscere, integrare e utilizzare nelle policy organizzative.

 

Isabella Pierantoni, gennaio 2026

 

Il collegamento che rende generazioni e futuro criteri espliciti delle decisioni, è al centro anche del lavoro di ricerca e sistematizzazione del mio libro – IL SECOLO DELLE GENERAZIONI: scoprire il capitale multigenerazionale e anticipare il futuro (Ed. Il Mulino). – in uscita a fine gennaio 2026. Il volume è dedicato allo studio delle generazioni in relazione ai cambiamenti, alla demografia e alle traiettorie di futuro. Un contributo pensato per offrire sia una cornice interpretativa, sia strumenti, mappe e criteri operativi utili a leggere e governare l’impatto generazionale sul futuro e sulle scelte, nelle istituzioni così come nelle organizzazioni.

Riferimento normativo: VIG – DDL n. 2393 , art. 4 e 5 –  https://documenti.camera.it/leg19/pdl/pdf/leg.19.pdl.camera.2393.19PDL0142040.pdf

 


Se vuoi continuare a ricevere insights fuori dal coro sulle generazioni, seguici qui e iscriviti alla newsletter Generation Mover™

___________________________________________________________________________________

Seguici su:

        

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *