Generation YOLO Economy

La pandemia globale ha avuto 3 grandi effetti straordinari e positivi:

  1. far emergere i limiti del modello di lavoro tradizionale;
  2. accelerare il passaggio all’utilizzo delle tecnologie digitali nella P.A., nelle PMI e nel mondo imprenditoriale italiano, in pratica innovare i processi e l’organizzazione del lavoro in tutto il mondo;
  3. modificare l’idea e la cultura del lavoro come “posto fisso”, ovvero l’idea di un “solo posto di lavoro per tutta la vita”.

Le origini

Il termine YOLO è un acronimo popolare che sta per “You only Live Once” grazie a una canzone del rapper candese Drake del 2011 ed è subito divenuto virale. Il primo a parlare di YOLO Economy è stato Kevin Roose in un articolo pubblicato nel maggio 2021 dal New York Times. Questa espressione viene generalmente utilizzata per indicare preferenze e forme di lavoro  diverse da quelle classiche conosciute, fino a prima della pandemia da Covid-19, con riferimento a tempo lavorativo, spazi e luoghi di lavoro, tecnologie.

Uno degli elementi distintivi di questo fenomeno è l’associazione con il nuovo mindset imprenditoriale che caratterizza le generazioni più giovani ma non solo – per quanto riguarda l’Italia ne abbiamo già parlato in diversi post -, orientate a muoversi in base a obiettivi di senso e realizzazione personale ed economica nelle scelte professionali.

La YOLO economy è l’espressione di un orientamento individuale che punta all’assunzione di un maggiore rischio imprenditoriale in ambito lavorativo.

Anche in Italia la YOLO Economy trova uno spazio importante con il fenomeno delle dimissioni spontanee (Le grandi dimissioni)  che a settembre 2021 ha visto poco più di 500 mila lavoratori lasciare il lavoro.

Cause

La nascita di questo fenomeno sociale – i futures studies lo considerano un segno emergente da tenere sotto osservazione – ha diverse cause sociali, finanziarie ed economiche:

  • i lockdown iniziati a febbraio 2020 hanno avviato un forte utilizzo delle app digitali per mantenere i contatti sociali privati e professionali, spingendo una grande parte della popolazione, di ogni età, ad acquisire rudimenti di conoscenza digitale per entrare in contatto con i famigliari;
  • molti adulti, prima resistenti, hanno scoperto le potenzialità della connessione internet per fare la spesa, controllare i conti bancari, pagare le bollette, prenotare il vaccino, seguire corsi di aggiornamento online, per non parlare della DaD che, nel bene e nel male, ha comunque consentito ai ragazzi di continuare a studiare;
  • il mondo del lavoro, dopo una prima fase di smarrimento, ha dovuto velocemente implementare soluzioni tecnologiche evolute per poter ‘salvare’ produzione di beni e servizi e lavoro.

Effetti

Questi nuovi comportamenti ‘di necessità’ hanno prodotto effetti concreti nell’immediato con risvolti importanti per alcune fasce d’età, contribuendo a scoprire nuove possibilità lavorative e di guadagno legate a un nuovo senso di soddisfazione e realizzazione personale.

L’impatto della YOLO Economy è già visibile, ad esempio:

  • nell’aumento considerevole delle domande per l’avvio di imprese sia da parte di persone della generazione ‘millennial’, che degli over50, i quali proprio durante la pandemia hanno rivisto le proprie priorità e interessi;
  • in un sentire diffuso rilevato da molte ricerche ormai, in primis quella di Microsoft di quest’anno con circa 30 mila lavoratori di 12 settori differenti coinvolti nel panel, in cui il 41% degli intervistati ha dichiarato di valutare l’idea di lasciare il lavoro entro il 2022, per mettersi in proprio o per realizzare un progetto personale;

I dipendenti sono a un punto di svolta: il 41% dei dipendenti pensa di lasciare l’attuale datore di lavoro quest’anno e il 46% afferma che probabilmente si trasferirà perché ora può lavorare da remoto. (ibidem Microsoft).


  • un altro effetto è anche la notizia che nel corso della pandemia sono stati persi milioni di posti di lavoro, in Italia si è parlato dei 300 mila posti di lavoro perso a inizio 2021, dei quali il 90% ha riguardato le donne, questo a causa della crisi del settore commerciale e alberghiero per lo più;
  • con la ripresa del mercato del lavoro molti dipendenti chiedono nuove politiche organizzative a cominciare dal lavoro ibrido, come riporta la ricerca Microsoft, fino a diventare un problema nella gestione dei lavoratori per quei datori di lavoro non flessibili a concedere smart-working e orari di lavoro più flessibili.

Z Generation e YOLO Economy

Un discorso a parte va fatto per la generazione che si affaccia ora al mercato del lavoro. Il fenomeno della YOLO Economy è conosciuto perché se ne parla spesso come qualcosa che riguarda le generazioni più giovani, ma i dati evidenziano anche una realtà diversa, riguarda uno status mentale, un cambiamento culturale dell’idea del lavoro.

Rispetto ai ragazzi che oggi hanno fino a 26 anni di età – Z Generation appunto – l’impatto è decisamente diverso.

La ricerca Microsoft evidenzia un malessere diffuso tra i ragazzi 18-25 enni al lavoro, i quali hanno maggiormente risentito della mancanza di relazione e networking con gli altri colleghi, come pure della difficoltà di esprimere un’idea durante i meeting online, o di trovare un senso al proprio ruolo professionale.

Tra tutte le generazioni, sembra che la Z Gen sia quella più in difficoltà, del resto è probabile che i giovani di questa coorte siano alla prima esperienza professionale e proprio il contatto relazionale è uno dei fattori più importanti per conoscere un’organizzazione, il lavoro, la struttura e perché no, fare nuovi incontri.

Conclusioni

La Yolo Economy è solo uno dei nuovi fattori emersi a valle della profonda trasformazione che stiamo vivendo. Si aggiunge a tutto quello che è radicalmente cambiato negli ultimi due anni a causa della pandemia e che ci sta avvicinando al futuro in modalità veloce, anzi velocissima. Cambiamenti che erano già in corso a dire il vero ma a cui mancava la spinta della necessità-volontà. Il telelavoro ne è un esempio, le condizioni c’erano già altrimenti non avremmo potuto realizzarlo, mancava la volontà politica e sociale. Invece, per lo Smart Working e il lavoro agile (ben diversi dal telelavoro, meglio ribadirlo) abbiamo ancora molto da fare.

Il mondo del lavoro, con lo sgretolamento delle regole rigide del secolo scorso, ci offre probabili indizi di futuri in arrivo. Saperli cogliere diventa strategico.

I membri delle generazioni più giovani sono portatori sani di nuove priorità, scopi e bisogni da realizzare. Sono cresciuti in mezzo a due crisi mondiali dirompenti e senza nessun ‘faro’ da seguire,  proprio per questo vanno ascoltati e supportati, potrebbero avere, anzi hanno, soluzioni e risorse che richiedono l’aiuto e l’esperienza di tutti per essere realizzate.

In una fase di transizione come quella attuale garantire realizzazione, un senso di scopo e benessere a tutte le generazioni e in particolare ai più giovani, è un imperativo urgente.

Ci lavoreremo nelle prossime CPF 2022.

Isabella Pierantoni

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