“Perché oggi tanti giovani possono scegliere molto di più ma si sentono, spesso, meno liberi?
Settimana 2-8 // Continua il nostro piccolo esperimento estivo (qui per saperne di più): utilizzare la prospettiva generazionale come una lente per capire un po’ meglio noi stessi, le nostre famiglie e il futuro.
Dopo aver indagato il tema dell’ autonomia attraverso il dialogo tra Generazione X e Generazione Alpha, questa settimana mettiamo in relazione altre due generazioni diverse su un altro elemento: Baby Boomer e Millennials.
Il tema è la libertà, una parola comune usata da tutte e tutti, ma non sempre con lo stesso significato, anzi.
- Per molti Baby Boomer la libertà è stata una conquista: libertà di muoversi, studiare, lavorare, scegliere, consumare, viaggiare, lasciare il mondo dei padri e delle madri per entrare in un’Italia più moderna, più urbana, più aperta, più mobile.
- Per molti Millennials, invece, la libertà non è mai stata una conquista, al contrario spesso è diventata ed è negoziazione continua tra possibilità e incertezza. Libertà di scegliere il proprio percorso certo, ma in un contesto più grande e più instabile, più competitivo, più frammentato, dove molte possibilità convivono con meno certezze.
La parola è la stessa, ma il tempo in cui si cresce e si vive no.
Una conquista e una ricerca
I Baby Boomer sono cresciuti in un’epoca in cui il futuro sembrava a portata di mano, pieno di possibilità tutte da conquistare rispetto alle generazioni precedenti. Per molti di loro diventare adulti ha significato uscire dai confini sociali ereditati: la famiglia tradizionale, il paese, il lavoro già scritto, il ruolo assegnato, l’idea che il destino fosse deciso prima ancora di cominciare. In quel contesto la libertà aveva il sapore della conquista.
Per i Millennials, nati tra gli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, lo scenario è diverso. Cresciuti tra analogico e digitale, tra promesse di apertura globale e crisi economiche, tra formazione lunga e precarietà, tra l’idea di poter diventare qualsiasi cosa e la fatica concreta di costruire stabilità. Per molti la libertà ha significato una domanda dai confini ristretti: quanto posso scegliere davvero, se ogni scelta è provvisoria?
L’oggetto simbolo
Per i Baby Boomer l’oggetto simbolo, tra gli altri, potrebbe essere l’automobile, la Vespa, la patente. Oggetti portatori di sogni e possibilità impensabili prima di allora, il isgnificato era: “Adesso posso andare dove voglio!”. La mobilità Per i Boomers è stato il primo passaggio verso l’indipendenza individuale: uscire di casa, attraversare confini, incontrare amici, lavorare, costruire la propria vita.
Per i Millennials l’oggetto simbolo potrebbe essere, tra gli altri, il computer portatile. Un oggetto che ha di fatto eliminato confini fisici limitanti rispetto alle generazioni precedenti, significava: “Adesso posso studiare, vivere e lavorare dove voglio!”. Non solo strumento digitale, ma anche il simbolo di una libertà più mobile e più fragile: lavorare ovunque, studiare ovunque, cercare opportunità ovunque.
Ma se puoi lavorare ovunque, sei davvero libero?
Per una generazione la libertà ha significato soprattutto movimento, partire. Per un’altra ha significato possibilità di scegliere. Tuttavia, scegliere non è sempre più facile che partire.
La fotografia d’epoca
Cercate una fotografia di un Baby Boomer giovane. Poi guardate una fotografia Millennial. Osservate.
Che cosa raccontano quelle immagini dell’idea di libertà di ciascuna generazione? Ogni fotografia contiene una promessa del suo tempo.
Nel libro
Nel libro racconto come il tempo in cui cresciamo sono matrici formative che influenzano le nostre paure, le nostre aspirazioni, il modo in cui immaginiamo il lavoro, la famiglia, il denaro, il successo e il futuro.
Comprendere e riconoscere questo meccanismo significa comprendere un pò meglio noi stessi e chi ci sta intorno.
DIALOGHI D’ESTATE: la conversazione della settimana
L’esperimento di questa estate è semplice: avviare conversazioni che, forse, non abbiamo mai avuto.
Scegli persone di generazioni diverse che possano parlare di libertà a partire dalla propria esperienza. Non serve seguire un ordine preciso: lascia che una risposta faccia nascere la domanda successiva.
Prova a parlare di questi quattro temi, non necessariamente tutti:
- Quando ti sei sentito libero per la prima volta cosa stavi facendo?
- Qual è stata una scelta che hai fatto per sentirti più libero?
- Che cosa hai dovuto lasciare o perdere per conquistare un po’ di libertà?
- Oggi che cosa significa per te essere davvero libero?
Un piccolo consiglio
Non cercare risposte giuste o sbagliate. Le stesse domande, rivolte a due generazioni diverse, raccontano mondi diversi.
Se ti va, condividi qui una risposta che ti ha sorpreso.Alla fine dell’estate raccoglieremo questi piccoli dialoghi tra generazioni e, a settembre, proveremo a leggerli insieme.
I.Pierantoni, luglio 2026
La prossima settimana parleremo di ricostruzione, educazione e nuovi apprendimenti.

L’ESTATE IN CUI SCOPRI LA TUA GENERAZIONE.
Otto settimane per capire meglio noi stessi, le nostre famiglie e il futuro.
Per approfondire la tua generazione e le altre, capire meglio famiglia, colleghi, genitori e figli: Il secolo delle generazioni. Scoprire il capitale multigenerazionale e anticipare il futuro, Il Mulino, 2026.
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