Perché il tema generazionale non è (più) una questione HR

Negli ultimi anni il tema delle generazioni è entrato stabilmente nel linguaggio delle organizzazioni. Se ne parla in termini di engagement, retention, stili di leadership, passaggi di competenze. Tutti aspetti rilevanti, ma parziali.

Quando il tema generazionale viene letto solo come una questione HR, si perde di vista ciò che conta davvero: le decisioni. Decisioni su come si guida, su quali priorità vengono scelte, su come si attraversano transizioni che non sono più solo organizzative, ma demografiche, culturali e sociali.

Generazioni, demografia, futuro: un’unica traiettoria

Oggi convivono otto generazioni, dentro e fuori dalle organizzazioni. Non è un dato anagrafico, ma strutturale. Questa convivenza è profondamente legata alle trasformazioni demografiche: invecchiamento della popolazione, riduzione delle coorti più giovani, diminuzione delle donne in età feconda, allungamento della vita lavorativa.

Separare il tema generazionale da quello demografico significa perdere la prospettiva di lungo periodo, è proprio questo che rende il tema generazionale una chiave di lettura del futuro, non una moda manageriale.

Il limite dell’approccio descrittivo

Molto del dibattito sulle generazioni si ferma alla descrizione delle differenze: valori, aspettative, stili. Un esercizio utile, ma spesso insufficiente e, altrettanto spesso fuorviante.

Il punto non è capire “come sono” le generazioni, operazione di fatto impossibile come spiego nel mio libro, ma cercare di cogliere come pensano e percepiscono e  come attribuiscono senso, è qui che le differenze generazionali iniziano a incidere sulle scelte, o a volte, le determinano. In questo senso, la prospettiva generazionale diventa uno strumento di lavoro e di relazione, da integrare con altri, per:

  • valutare priorità
  • rilevare e interpretare tensioni decisionali
  • cogliere valori e similitudini oltre gli stereotipi
  • sviluppare nuovi modelli di leadership e di comunicazione
  • governare passaggi generazionali
  • progettare forme di governance più inclusive e lungimiranti
Dalla comprensione alla decisione

Applicare seriamente la chiave generazionale significa andare oltre la sensibilizzazione e dotarsi di conoscenze, mappe, matrici e criteri che aiutino individui e organizzazioni a decidere in contesti complessi e instabili. Per questo motivo la prospettiva generazionale esce dall’ambito HR e diventa una leva strategica per la leadership, per la governance e per l’innovazione dei sistemi organizzativi.
Non a caso, oggi questo stesso passaggio emerge anche sul piano istituzionale. L’introduzione della Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) – DDL n.2393 negli atti normativi del Governo rende esplicito ciò che nelle organizzazioni è ancora sottotraccia, per non dire invisibile:

  • le decisioni producono effetti diversi nel tempo e tra generazioni, e questi effetti devono essere dichiarati e governati.

Ho approfondito questo tema in un articolo dedicato, disponibile qui.

Uno sguardo al 2026

Il 2026 renderà questo passaggio ancora più evidente. Non per l’arrivo di una nuova generazione in senso stretto, peraltro vero, ma per la pressione con cui megatrend, transizioni e dinamiche demografiche stanno entrando nelle decisioni quotidiane.

Chi continuerà a leggere il tema generazionale come una questione marginale rincorre il cambiamento. Chi lo utilizzerà come chiave per orientare le scelte potrà attraversare il futuro con maggiore consapevolezza, scovare possibilità inedite e praticare speranza e responsabilità, risorse sempre più scarse in questo secondo quarto di secolo.

Dal sistema al libro

Questo passaggio – dalla comprensione alla decisione – che rende generazioni e futuro criteri espliciti delle decisioni, è al centro anche del lavoro di ricerca e sistematizzazione del mio libro – Il secolo delle generazioni: scoprire il capitale multigenerazionale e anticipare il futuro (Ed. Il Mulino) – in uscita a fine gennaio 2026. Il volume è dedicato allo studio delle generazioni in relazione ai cambiamenti, alla demografia e alle traiettorie di futuro. Un contributo pensato per offrire sia una cornice interpretativa, sia strumenti, mappe e criteri operativi utili a leggere e governare l’impatto generazionale sul futuro e sulle scelte, nelle istituzioni così come nelle organizzazioni.

Il Generation Mover™ System nasce per accompagnare questo passaggio: dalla comprensione alla decisione, dalla lettura del presente alla costruzione del futuro.

 

Isabella Pierantoni, gennaio 2026

 

 


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