L'oggetto che ci tradisce

C’è un test che potete fare in situazioni con persone diverse senza dirlo a nessuno: chiedete qual è il primo oggetto tecnologico che ricorda di aver desiderato davvero. Non il primo che ha avuto ma quello che ha desiderato. Poi aspettate  e contate quanto tempo impiega ciascuno a rispondere, e con quanta esitazione. Lo faccio spesso, in forme diverse, quando lavoro con i team delle aziende. Ogni volta succede la stessa cosa: chi ha più di cinquant’anni risponde subito, con precisione sconcertante, il modello, l’anno, a volte il prezzo. Chi ne ha meno di trenta esita, perché fatica a isolare un singolo oggetto da un flusso che gli è sempre sembrato disponibile, scontato, senza un prima. C’è una fatica nell’accedere alla memoria … Continua a leggere