Giovani lettori tra social e community

Un ragazzo e una ragazza leggono libri in una libreria

Dopo il Salone del Libro di Torino la domanda è quasi d’obbligo: ai tempi del digitale e del calo di attenzione, come sono messe le giovani generazioni quanto a lettura di libri?

Ci si può dare una risposta empirica navigando per i padiglioni del Salone stesso, come ho fatto io l’anno scorso. E la risposta empirica è che le giovani generazioni sono tutt’altro che assenti, anzi. Sono ben visibili in assembramenti davanti a determinati stand e in fila ai firma copie.

Osservazione sul campo

Più precisamente li trovate dove si parla di Romance (prevalentemente lettrici) e Fantasy. È una polarizzazione coerente con quanto si può osservare anche sui social, specialmente quelli più frequentati dai giovani Millennial e dalle generazioni Z e Alpha. Su Instagram e TikTok non si contano gli account di lettrici (soprattutto) e lettori, nonché di editor freelance specializzati.

La “generazione digitale“ sta mostrando anche un comportamento controintuitivo: va alla ricerca della materialità. Volumi cartacei possibilmente autografati, edizioni limitate, merchandising come segnalibri, cartoline, poster e tutto quanto la fantasia delle autrici e autori è in grado di inventare. La lettura non si limita più a un libro sfogliato in solitudine, ma su questo torneremo tra poco.

La figura stereotipata del lettore/lettrice di mezza età o anche di più con l’aria da insegnante di scuola o da “intellettuale” la si trova più facilmente tra gli stand dei grandi editori tradizionali. Anche qui, però, i visitatori più giovani sono tutt’altro che assenti.

I dati

Se queste sono le impressioni empiriche, che cosa dicono gli studi un po’ più strutturati?

I dati forniti dall’Associazione Italiana Editori (AIE) dicono che nel 2025 le persone tra i 15 e i 74 anni che negli ultimi 12 mesi hanno letto almeno un libro – cartaceo, elettronico o audio – sono aumentate del 4% e sono il 76% della popolazione. Calano però tempi e frequenza di lettura: ad aprire un libro almeno una volta a settimana nel 2022 era il 72% dei lettori ed è il 61% nel 2025. In media vengono dedicate alla lettura di un libro cartaceo 3 ore e 7 minuti la settimana, mentre nel 2022 erano 3 ore e 32 minuti.

Questi gli incrementi per fasce di età e generazioni sfumate (tra parentesi la percentuale di lettori sul totale della popolazione di quella fascia):

  • Alpha Gen: 15-17 anni +5% (89%)
  • Zennials: 18-34 anni +2% (82%)
  • Xennials: 35-54 anni +3% (79%)
  • Boomers: 55-74 anni +2% (68%)

Come avrete notato, AIE segue una logica diversa da quella strettamente generazionale, ma il concetto è comunque chiaro: quel +5% è dunque un segnale incoraggiante.

È pur vero che le fasce d’età immediatamente precedenti danno segnali diversi: il mercato librario cresce del 9,2% nella fascia 0-5 anni, cala dell’8,8% nella fascia 6-9 anni e del 10,3% tra i 10 e i 14 anni. In quest’ultima fascia, si legge 1 ora e 43 minuti a settimana, contro le 10 ore e 28 minuti impiegate su tablet e smartphone.

In breve: nell’anno 2025 il piacere o passione della lettura appare languire nei preadolescenti e poi sbocciare a partire dai 15 anni d’età.

Nuove esperienze di lettura

Renata Gorgani, vicepresidente di AIE, dice che “la lettura viene sempre più percepita dai giovani come un’attività da condividere e mostrare con orgoglio.”

Questo passa, come detto, attraverso i social network: tra le scelte di lettura degli under 25 basate sui social, Instagram e TikTok ne orientano il 64%, seguiti da uno YouTube in crescita specie tra i ragazzi. Ma non solo: dai social si passa anche alla dimensione fisica.

Ciascuna generazione lo fa a modo suo. I più giovani partecipano agli eventi promossi da influencer e booktoker, cercano il contatto diretto con le autrici romance e fantasy (si moltiplicano i club intorno a questi generi), mentre il marketing si arricchisce di merchandising fisico spedito a domicilio insieme ai libri o messo a disposizione nelle fiere. 

Date un’occhiata ai profili social di autrici, autori e influencer: vedrete come in moltissimi casi il singolo libro dia vita a un vero e proprio universo, un’esperienza in cui immergersi e da condividere.

Le italiane e gli italiani più grandi, invece, danno vita a gruppi di lettura più tradizionali, guidati per oltre l’80% da donne e dove gli under 25 sono l’1,3%. Intanto nel mondo si moltiplicano i ritrovi di lettori: dai Silent Book Club ai reading retreat che durano l’intero week end.

I segnali per un futuro di lettura e cultura, insomma, sono numerosi. Ora, si possono fare molte cose per coltivarli e renderli ancora più significativi. Qualche idea?

 

Mattia Rossi, maggio 2026

 

FONTI

Rapporti AIE (Associazione Italiana Editori)

Ricerca S.T.O.R.I.E. promossa dall’ADEI (Associazione Degli Editori Indipendenti) e dal Centro per il libro e la lettura


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