Settimana 4 di 8 (qui per saperne di più)
Da dove veniamo e quale mondo stiamo lasciando
Che cosa hanno in comune un bambino nato nel 1920 e uno nato nel 2025?
Molto.
Entrambi appartengono a una generazione che cresce nel primo quarto di un nuovo secolo, in un mondo destinato a trasformarsi profondamente. La differenza è che noi conosciamo già la storia della Founder Generation, mentre quella della Beta Gen inizia ora a scriversi.
Forse, immaginando una conversazione tra queste due generazioni possiamo capire meglio che cosa significhi essere pionieri.
Che cosa significa essere pionieri?
Il termine pionieri richiama alla mente esploratori, inventori, grandi innovatori, ma forse in un senso più ampio, anche ogni generazione – nel proprio tempo – è pioniera di qualcosa, un concetto che ho esplorato con esempi nel mio ultimo libro.
I Founders hanno contribuito a costruire le basi del mondo in cui viviamo. Cresciuti tra guerre, miseria, grandi crisi economiche e migrazioni, hanno visto l’arrivo della seconda rivoluzione industriale e assistito ad alcuni dei più grandi cambiamenti del Novecento.
La Generazione Beta inaugura invece il XXI secolo che ancora non conosciamo. Crescerà in un mondo in cui intelligenza artificiale, longevità, transizione demografica e cambiamento climatico, così come l’aumento delle disuguaglianze sociali e la crisi delle democrazie non saranno eccezioni, ma la normalità.
- Per milioni di appartenenti alla Founder Generation essere pionieri ha significato lasciare la propria terra, attraversare confini, ricominciare da capo, senza sapere se sarebbero mai tornati.
- Per la Generazione Beta il viaggio sarà diverso, non attraverserà fisicamente oceani, ma trasformazioni che oggi possiamo soltanto intuire.
Entrambe, però, condividono la stessa esperienza: crescere in un mondo che nessuno, prima di loro, conosceva davvero.
L’oggetto simbolo
Per la Founder Generation l’oggetto simbolo potrebbe essere una valigia di cartone. Per milioni di italiani non è stato soltanto un bagaglio con dentro qualche vestito, un po’ di cibo, qualche fotografia, forse una lettera o una pagella. Era il simbolo di una partenza senza possibile ritorno.
Fuori c’era un futuro completamente sconosciuto. Per molti appartenenti alla Founder Generation partire significava diventare pionieri, spesso senza averlo scelto.
Per la Generazione Beta, invece, l’oggetto potrebbe essere una sfera intelligente, uno strumento che oggi ancora non esiste davvero, ma che potrebbe fluttuare e accompagnare la loro crescita.
Anche per loro il futuro resta in gran parte sconosciuto.
I pionieri hanno spesso accanto oggetti che le generazioni precedenti non hanno mai conosciuto: la valigia raccontava un viaggio verso un luogo sconosciuto; la sfera racconta un viaggio verso un futuro ancora tutto da immaginare.
La fotografia
Provate a cercare una fotografia dei vostri bisnonni, forse davanti a una casa, una nave, in uno studio fotografico. Nessuno di loro sapeva davvero quale mondo avrebbe trovato.
Adesso immaginate una fotografia di un bambino della Generazione Beta: che cosa considererà normale un bambino nato nel 2025, quando avrà vent’anni, che oggi noi troviamo ancora straordinario?
Ogni fotografia racconta il presente del proprio tempo, solo con il passare degli anni ci accorgiamo che raccontava anche l’inizio di un futuro.
Nel libro
Nel libro la Generazione Beta occupa un posto particolare, proprio perché non possiamo sapere quali circostanze, esperienze, tecnologie e cambiamenti accompagneranno, non ne propongo un ritratto definitivo ma un esercizio di futuro. Un invito a immaginare il mondo in cui questi bambini cresceranno, studieranno, lavoreranno, costruiranno relazioni e prenderanno decisioni, del resto comprendere una generazione che sta nascendo significa allenarsi a immaginare il futuro, attraverso i loro occhi.
Un esercizio che, in fondo, riguarda tutti e tutte noi.
DIALOGHI D’ESTATE
La conversazione della settimana
Questa settimana scegli una persona che conservi un ricordo, una fotografia o un oggetto appartenuto alla Founder Generation. Poi osserva un bambino della Generazione Beta oppure immagina il mondo in cui crescerà.
Lascia che una risposta faccia nascere la successiva. Provate a parlarne insieme.
- Chi è stato il primo pioniere della tua famiglia?
- Quale scelta ha cambiato il destino delle generazioni successive?
- Quale oggetto pensi che un bambino della Generazione Beta considererà normale, che oggi ancora non esiste?
- Quale eredità vorresti lasciare a chi nascerà dopo di noi?
Un piccolo consiglio
Come sempre, non esistono risposte giuste o sbagliate. Se ti va, condividi nei commenti la risposta che ti ha colpito di più. Alla fine dell’estate raccoglieremo questi dialoghi e proveremo a leggerli insieme.
I. Pierantoni, luglio 2026
La prossima settimana nella rubrica: “L’ESTATE IN CUI SCOPRI LA TUA GENERAZIONE: 8 settimane per capire meglio noi stessi, le nostre famiglie e il futuro”, parleremo di scelte, focus Millennials e Gen Z.
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