Il futuro non appartiene a chi verrà dopo. Comincia dalle decisioni che prendiamo oggi.
Settimana 7 di 8 (qui per saperne di più)
E se il futuro fosse già seduto alla nostra tavola?
Quando parliamo di futuro tendiamo quasi sempre a collocarlo lontano da noi, come qualcosa che deve ancora accadere e che riguarderà soprattutto chi verrà dopo.
Eppure, la Generazione Alpha (1-16 anni circa) è qui e hanno già iniziato ad arrivare i primi membri della Generazione Beta (2025-2039).
I bambini di queste due generazioni avranno tra i 75 anni e i 90 anni circa quando festeggeranno il Capodanno 2100, secondo le previsioni di longevità più rosee. Ma soprattutto vivranno molto a lungo di noi dentro le conseguenze delle decisioni che prendiamo oggi.
Per questo provare ad immaginare una conversazione tra Alpha e Beta può aiutare gli adulti di oggi a guardare le decisioni del presente secondo la prospettiva di chi ne vivrà le conseguenze domani.
Di chi è il futuro?
Ogni generazione immagina il futuro a partire dal presente in cui cresce.
I Baby Boomer sono cresciuti negli anni in cui pregresso e crescita sembravano inarrestabili; Gen X ha imparato presto a costruire più alternative possibili per non farsi trovare impreparata ai cambiamenti; Millennials e Gen Z hanno cominciato a fare i conti con una realtà diversa da quella raccontata dagli adulti, per loro il futuro è apparso da subito più indefinito, frammentato e meno prevedibile ma anche qualcosa su cui provare a incidere da subito per indirizzarlo meglio.
Alpha e Beta si troveranno davanti a qualcosa di ancora diverso.
Gli Alpha crescono in un mondo nel quale intelligenza artificiale, longevità, crisi climatica, trasformazione demografica, nuovi equilibri geopolitici e crescente interdipendenza tra persone e tecnologie non saranno cambiamenti da affrontare ma saranno parte del mondo che già conoscono.
La Alpha Gen sperimenta questa transizione muovendosi tra smartphone, piattaforme, assistenti vocali e, negli ultimi anni, con l’intelligenza artificiale generativa che entra nello studio, nel gioco e nella vita quotidiana.
La Beta Gen probabilmente farà un passo ulteriore: non avranno memoria un mondo precedente all’AI, così come i molti giovanissimi di oggi non sanno di un mondo senza Internet.
Il futuro, in cui le generazioni Alpha e Beta abiteranno da adulte, non comincerà quando diventeranno grandi, si sta formando adesso, siamo a noi a costruirlo.
Le infrastrutture che progettiamo, il debito che accumuliamo, le tecnologie che regoliamo o non regoliamo, le politiche demografiche, l’educazione, il clima, le città, il lavoro e persino l’idea di società che scegliamo oggi diventeranno il loro punto di partenza.
Per questi motivi il futuro è una responsabilità condivisa tra generazioni che lo vivranno per tempi diversi.
L’oggetto simbolo
Per la Generazione Alpha, l’oggetto simbolo potrebbe essere un libro illustrato contemporaneo. Rappresenta un bisogno che ancora nessuna innovazione ha cancellato: scoprire il mondo attraverso storie, immagini, domande e immaginazione. Un bambino Alpha può sfogliare un libro e, pochi minuti dopo, chiedere a un’intelligenza artificiale di spiegargli ciò che non ha capito. Analogico e digitale fanno già parte della stessa esperienza di crescita.
Per la Generazione Beta sceglierei invece un piccolo seme custodito in una capsula trasparente.
Un oggetto semplice, quasi antico, dentro un involucro che appartiene al futuro. Non sappiamo quale tecnologia accompagnerà davvero questi bambini tra venti o trent’anni.
Il seme contiene una possibilità, ma non assicura il risultato, per diventare qualcosa ha bisogno di tempo, condizioni favorevoli e cura. Esattamente come il futuro.
Il libro racconta i mondi passati, presenti e futuri che possiamo immaginare. Il seme ci ricorda che alcuni di quei mondi dipendono da ciò che scegliamo di coltivare oggi.
La fotografia-esperimento
Cercate una fotografia di un bambino della Generazione Alpha e poi quella di un bambino nato nel 2025 o nel 2026. Saranno simili?
Immaginate che siano loro, tra venti o cinquant’anni, a guardare una fotografia di noi oggi. Cosa potrebbe apparire, ai loro occhi, strano o sconosciuto?
Le fotografie non conservano soltanto un momento o il passato, a volte ci portano a chiederci come siamo arrivati fino a qui e, soprattutto, cosa stavamo preparando – spesso senza saperlo – per il futuro che sarebbe arrivato.
Nel libro
Nel libro dedico uno spazio particolare alle generazioni più giovani proprio perché, quando arriviamo ad Alpha e soprattutto a Beta, la prospettiva generazionale incontra necessariamente i Futures Studies.
Della Beta Gen non possiamo ancora cogliere valori, comportamenti o mentalità: sarebbe metodologicamente scorretto.
Possiamo però osservare le forze di cambiamento già presenti e domandarci quali contesti di crescita potrebbero produrre. In questo senso la prospettiva generazionale diventa anche un esercizio di futuro.
Non si tratta di prevedere come saranno i bambini di domani, ma di esplorare i futuri possibili che stiamo contribuendo a creare per loro. Significa riconoscere che le decisioni di oggi ne stanno già delimitando confini e possibilità.
DIALOGHI D’ESTATE
La conversazione della settimana
Questa settimana osa qualcosa di diverso: parla del futuro con una persona di un’altra generazione e, se puoi, coinvolgi anche un bambino o una bambina.
Niente domande, invece provate insieme a immaginare il mondo in cui vorreste vivere. Lasciate che una risposta faccia nascere la successiva.
Potreste partire da queste domande, buone per tutte e tutti ad ogni età:
- Qual è una cosa del mondo di oggi che vorresti esistesse ancora tra cinquant’anni?
- Qual è invece una cosa che vorresti eliminare?
Un piccolo consiglio
Non cercate di prevedere il futuro. Provate a immaginarne più di uno.
Ascoltare come persone di età diverse rispondono alle stesse domande permette di scoprire non soltanto futuri differenti, ma anche ciò che ciascuna generazione considera importante proteggere, cambiare o rendere possibile.
Se ti va, condividi nei commenti la risposta che ti ha sorpreso di più. Alla fine dell’estate proveremo a leggere insieme questi dialoghi.
I. Pierantoni, agosto 2026
Un viaggio in otto settimane – siamo alla settima – per capire meglio noi stessi, le nostre famiglie e il futuro
L’ESTATE IN CUI SCOPRI LA PROSPETTIVA GENERAZIONALE
La prossima settimana, nell’ultima tappa, parleremo di eredità. E questa volta, intorno al tavolo, ci saranno tutte le generazioni.
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