5/8 Il tempo delle scelte: Millennials e Gen Z

Le possibilità aumentano. Scegliere, però, non diventa necessariamente più facile Settimana 5 di 8 (qui per saperne di più)  Avere più possibilità significa davvero essere più liberi?  Non sempre. Millennials (1980-1994) e Generazione Z (1995-2009) sono cresciuti in un tempo in cui le possibilità sembravano moltiplicarsi: più percorsi di studio, più lavori possibili, più città in cui vivere, più modi di costruire una famiglia, una relazione, un’identità. Eppure, scegliere in mezzo a così tante possibilità non è diventato più semplice. Al contrario, ogni nuova possibilità comporta anche nuove rinunce. Forse è proprio immaginando una conversazione tra queste due generazioni che possiamo capire meglio come è cambiato, nel nostro tempo, il significato della parola scelta. Quando scegliere diventa una fatica Scegliere non … Continua a leggere

L'oggetto che ci tradisce

C’è un test che potete fare in situazioni con persone diverse senza dirlo a nessuno: chiedete qual è il primo oggetto tecnologico che ricorda di aver desiderato davvero. Non il primo che ha avuto ma quello che ha desiderato. Poi aspettate  e contate quanto tempo impiega ciascuno a rispondere, e con quanta esitazione. Lo faccio spesso, in forme diverse, quando lavoro con i team delle aziende. Ogni volta succede la stessa cosa: chi ha più di cinquant’anni risponde subito, con precisione sconcertante, il modello, l’anno, a volte il prezzo. Chi ne ha meno di trenta esita, perché fatica a isolare un singolo oggetto da un flusso che gli è sempre sembrato disponibile, scontato, senza un prima. C’è una fatica nell’accedere alla memoria … Continua a leggere

La Gen Z vota e ribalta il referendum: il segnale sottovalutato

Immagine generata con AI

Il voto per il referendum in Italia conferma una tendenza in atto da tempo, anche se ancora poco considerata: lo stereotipo secondo cui i giovani non sarebbero interessati alla politica, che ormai non regge più. È un tema che affrontiamo da anni in Generation Mover (qui il link all’ultimo articolo) ma alla luce del voto referendario del 23-24 marzo è oramai difficile ignorarlo, anche per chi fino ad ora ne ha sottovalutato la portata, magari pensando allo scarso peso politico dei giovani dato i numeri sempre più in calo in Italia. Se si esce da una lettura superficiale e si analizzano i dati in modo più segmentato è evidente non solo un ritorno alla partecipazione, ma anche una trasformazione. Vediamone tre … Continua a leggere