Da generazioni ponte a custodi del futuro
Settimana 6 di 8 (qui per saperne di più)
Chi si prende cura del futuro?
La responsabilità inizia quando ci prendiamo cura di qualcuno: un figlio, un genitore, o ancora quando si guida un team. Oppure comincia quando ci accorgiamo che le nostre decisioni continueranno a produrre effetti anche quando non ci saremo più?
Per questo immaginare una conversazione tra Baby Boomer e Generazione X significa parlare di futuro.
Di che cosa siamo davvero responsabili?
Per molto tempo, e in parte è ancora così, essere responsabili ha significato rispettare gli impegni, lavorare senza risparmiarsi, mantenere la famiglia e garantire stabilità economica. Era una responsabilità prevalentemente individuale e familiare.
Ma oggi, nell’epoca della società multigenerazionale, la responsabilità ha confini molto più ampi.
Ogni decisione presa come genitori, manager, imprenditori, amministratori, insegnanti o cittadini produce conseguenze che attraversano il tempo e coinvolgono persone appartenenti a generazioni diverse, è sempre meno una questione individuale e sempre più una responsabilità collettiva.
Ogni generazione riceve qualcosa da quella precedente e consegna qualcosa a quella successiva.
La responsabilità, allora, non consiste soltanto nel rispettare gli impegni o guidare un gruppo di lavoro, ma anche nello scegliere quale eredità lasciare a chi verrà dopo di noi.
Oggi Baby Boomer e Gen X occupano gran parte dei ruoli decisionali nelle imprese, nelle istituzioni, nella scuola e nelle famiglie. È sulle loro scelte che poggia buona parte della più grande transizione generazionale della storia recente.
Più che due generazioni al comando, sono due generazioni ponte: ricevono un’eredità dal Novecento e hanno il compito di consegnare alle generazioni più giovani organizzazioni, comunità e istituzioni capaci di affrontare il XXI secolo.
L’oggetto simbolo
Per i Baby Boomer, l’oggetto simbolo potrebbe essere una vecchia agenda cartacea, di quelle che per anni hanno accompagnato professionisti, imprenditori e dirigenti: pagine di idee o appuntamenti scritti a mano, numeri di telefono, foglietti infilati tra le pagine, linguette colorate per dividere i settori. Prima che arrivassero smartphone e calendari digitali, gran parte della vita era organizzata qui: lavoro, famiglia e futuro con la responsabilità di non dimenticare.
Per la Generazione X, invece, l’oggetto potrebbe essere un badge aziendale: il segno di una generazione che ogni giorno entra in un’organizzazione per guidare persone, coordinare progetti e gestire il cambiamento. Il simbolo di chi oggi tiene insieme ciò che è stato costruito ieri e ciò che dovrà funzionare domani.
L’agenda custodisce le decisioni già prese. Il badge ricorda che ogni giorno ce ne attendono di nuove.
Entrambi raccontano la stessa idea di responsabilità: non solo fare bene il proprio lavoro, ma lasciare persone, organizzazioni e comunità un po’ migliori di come le abbiamo trovate creando le condizioni per le quali chi verrà dopo potrà fare ancora meglio.
Che cosa lasceremo a chi verrà dopo di noi?
Ogni generazione eredita un mondo che non ha scelto. La responsabilità consiste nel consegnarlo un po’ migliore a chi verrà dopo.
La fotografia
Provate a cercare una fotografia del vostro primo giorno di lavoro, o della prima volta in cui qualcuno si è affidato a voi: un figlio, un collega o collaboratore, una classe. Osservate quella persona, pensava di avere tutte le risposte?
Ogni fotografia racconta un momento in cui qualcuno ha iniziato a prendersi cura di qualcosa che andava oltre se stesso.
Nel libro
Nel libro racconto Baby Boomer e Gen X come le due generazioni che oggi sostengono gran parte della responsabilità sociale, economica e organizzativa del Paese.
Non soltanto perché occupano molti ruoli di leadership ma anche perché sono chiamate a gestire una fase storica senza precedenti: la più grande transizione generazionale mai vissuta dall’Italia, dentro una società che invecchia, che cambia più rapidamente e deve imparare a convivere con otto generazioni.
La responsabilità di oggi, non sta nel conservare ciò che esiste ma, più di tutto, nel preparare il terreno a chi arriverà dopo in modo che possa costruire qualcosa di migliore.
DIALOGHI D’ESTATE
La conversazione della settimana
Questa settimana prova a parlare con una persona appartenente ai Baby Boomer o alla Generazione X. Potresti iniziare da queste domande.
- Quando ti sei sentito davvero responsabile per la prima volta?
- Quale responsabilità ti ha fatto crescere di più?
- Che cosa senti di dover lasciare alle generazioni che verranno?
- Di quale scelta vorresti che qualcuno ti ringraziasse tra vent’anni?
Un piccolo consiglio
Come sempre non esistono risposte giuste o sbagliate. La responsabilità cambia con l’età, ma anche con il tempo storico in cui viviamo.
Se ti va, condividi nei commenti la riflessione che ti ha colpito di più. Alla fine dell’estate raccoglieremo questi dialoghi e proveremo a leggerli insieme.
I.Pierantoni, luglio 2026
L’ESTATE IN CUI SCOPRI LA TUA GENERAZIONE: Otto settimane — siamo alla sesta — per capire meglio noi stessi, le nostre famiglie e il futuro.
La prossima settimana parleremo di eredità.
Un viaggio in otto tappe per leggere il presente e immaginare il futuro attraverso le generazioni.
✓ 1/8 Autonomia → crescere // ✓ 2/8 Libertà → cambiare // ✓ 3/8 Memoria → ricordare // ✓ 4/8 Pionieri → immaginare // ✓ 5/8 Scelte → decidere // ☐ 6/8 Responsabilità … // ☐ 7/8 Eredità … // ☐ 8/8 … – Scopri i dialoghi tra le generazioni nel Blog

